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Guida pedane vibranti |
DescrizioneQuesta guida per una migliore uso delle pedane vibranti non esaurisce le tematiche toccate, nè rappresenta un punto di riferimento assoluto. Quanto vi è riportato è la raccolta di varie esperienze, tra cui quelle di noi professionisti del settore, e quelle di alcuni appassionati privati. Il solo scopo è di fornire suggerimenti e spunti per meglio comprendere alcuni aspetti dell'allenamento con le vibrazioni. |
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Menu' (clicca sul tema di tuo interesse) h A chi è adatta la pedana vibrante? Ampiezza oscillazione: quanto è importante Controindicazioni nell'uso della pedana vibrante Cosa determina il maggiore o minore costo di una pedana Efficacia delle vibrazioni: dopo qualche tempo sembra ridursi... Ernia discale e uso della pedana Frequenze e tempi: come agiscono sulle fibre muscolari e sul corpo (dimagrimento, forza, ecc.)jk Forza esplosiva e pedana vibrante Pedane vibranti e basculanti: differenze Perchè le pedane professionali costano così tanto? è possibile avere... Premesse di ordine scentifico e studi Si sente dire che la pedana basculante è meglio della vibrante verticale... Usare la pedana vibrante con, o senza, calzature Tutti i nostri modelli di pedane vibranti con caratteristiche e dettagli |
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ACCELERAZIONE VERTICALE Si tratta di un parametro determinante nella valutazione di una buona pedana vibrante sussultoria. In termini pratici, ci spiega quanto la macchina sia in grado di spingere verso l'alto il piatto vibrante, con quale velocità e in quanto tempo. Ogni componente costruttivo, la potenza del motore, il software, la struttura del telaio, ecc. è volto ad ottenere un unico, fondamentale risultato: la qualità della accelerazione verticale. Tanto più questo valore è elevato, omogeneo (per distribuzione sulla intera superficie del piatto vibrante) e insensibile alla resistenza creata dal peso dell'utente, tanto più efficace e risolutiva è la stimolazione che si ottiene dall'allenamento vibratorio. Specialmente per i protocolli di potenziamento muscolare. Anche piccole variazioni di questo valore fanno una grande differenza nel risultato finale. * A CHI E' ADATTA LA PEDANA VIBRANTE? Probabilmente la pedana vibrante si adatta ad una tale moltitudine di soggetti che si potrebbe dire che sia l'attrezzo universale. Tuttavia, per aiutare gli indecisi e quanti non comprendono appieno le potenzialità di questo strumento, ho individuato alcune classi di soggetti particolarmente interessate alla pedana vibrante.
Obiettivo Salute e Bellezza. Tutte quelle persone che hanno a cuore il proprio stato di forma ed abbracciano l'idea che salute e bellezza vanno di pari passo, sono certamente interessate a questo prodotto. Ci riferiamo a donne, ma anche a uomini, che siano sensibili al benessere inteso come sensazione di piacere della vita, qualità della esistenza, armonia tra esigenze del corpo in movimento e relax psichico.
Obiettivo Sport e Fitness. L'utente che pratica attivamente sport di qualunque genere, ama il dinamismo delle discipline sportive, si appaga delle fatiche durante lo sforzo fisico, apprezzerà i nuovi stimoli che l'allenamento vibratorio è in grado di generare. Lo stress muscolare che può ottenere supera i limiti imposti dal consueto approccio alle sedute di allenamento, i benefici si misurano in incremento della prestazione di forza sia resistente che esplosiva.
Obiettivo Anti Età. Molte persone affrontano la vita con pieno spirito di partecipazione e grande entusiasmo, nonostante l'anagrafica li collochi in fascia di età avanzata. Questi utenti trovano nelle vibrazioni un sorprendente alleato contro gli effetti dell'invecchiamento. I fenomeni degenerativi legati a osteoporosi e perdita della qualità nella trasmissione degli impulsi nervosi, trovano efficace soluzione tramite l'allenamento vibratorio. L'innesco di reazioni chimico fisiche ed ormonali all'interno dell'organismo porta il soggetto sotto allenamento, a combattere con successo il rallentamento metabolico, la scarsa efficienza circolatoria, l'insorgenza di algie di varia natura, ecc.
Obiettivo Efficienza e Affari. Tante persone, tra cui manager e professionisti, hanno la giusta 'ambizione di porgere di sè una immagine vincente anche sotto il profilo di una migliore prestanza fisica. Spesso, tuttavia, gli impegni quotidiani, professionali e non, entrano in forte conflitto con questa esigenza, trasformando, di fatto, in velleitario ogni obiettivo di forma e fitness. La soluzione non può che trovarsi proprio attraverso l'impiego di una pedana vibrante. Potente, nel raggiungere ogni distretto muscolare, rapida, con dispendio della risorsa tempo ridotto a soli 10 minuti, efficace, con l'evidenza dei risultati in poche sedute. Facile e bella da collocare anche in uno studio o nell'ufficio di rappresentanza.
Obiettivo Recupero Chi è andato incontro a traumi fisici, di varia natura, e si trova nella condizione di volere riprendere quanto prima possibile la propria routine di vita, tra professione, affetti famigliari e tempo libero, sa quanto arduo sia realizzare un protocollo di recupero efficace, poco costoso, e rapido. Il cedimento della masse muscolari, a lungo non sollecitate, non consente una stimolazione profonda delle fibre, proprio laddove, ad es. in seguito ad una frattura, si impone una ricostruzione delle componenti di forza e densità del muscolo. L'impossibilità di fare uso adeguato delle leve articolari impedisce un sollecito ripristino di questi elementi e costringe a lunghe convalescenze, con estenuanti, quanto poco produttive, sedute di riabilitazione. La terapia con le vibrazioni bypassa nettamente questo handycap, ed interviene nella profondità delle fibre muscolari. L'eccitazione delle fibre avviene in condizioni di isometria, senza cioè la necessità di movimento articolare, ed è in grado di reclutare, grazie al portentoso meccanismo di stimolazione riflessa, oltre il 90% delle fibre distrettuali.
Obiettivo Sveglia Pigri Non sono pochi, coloro che, soprattutto per indolenza, ma anche per distrazione da altre attività meno impegnative (leggi videogames, tv), abbandonano ogni attenzione alle esigenze di movimento del proprio corpo e si avviano sulla strada della scarsa attitudine al benessere, con progressiva, sempre maggiore, incidenza di fattori limitanti nella propria esistenza. Parliamo di sovrappeso prima, e di obesità poi, di ipertensione, di colesterolemia fuori dei parametri, di fragilità osteo articolare, di intrinseca debolezza dell'organismo, di abbassamento della soglia di difesa del sistema immunitario, e successiva propensione alla contrazione di virus. La pedana vibrante sottrae questi soggetti, tra loro anche adolescenti, alle problematiche sopra accennate. La piacevolezza d'uso, la semplicità, e la modesta partecipazione dinamica richiesta all'utente durante l'allenamento vibratorio, sono aspetti che convincono anche i più sedentari e disinteressati. Questi potranno avvalersi degli strepitosi benefici delle vibrazioni senza avvertire il fastidio di dedicarsi a qualcosa cui non tengono affatto. h AMPIEZZA OSCILLAZIONE: QUANTO E' IMPORTANTE Ultimamente si assiste ad una corsa, da parte di alcuni costruttori, verso la oscillazione più ampia possibile, nel tentativo di dimostrare che la macchina potrà in questo modo offrire più risultati. Questo fenomeno in particolare si vede nella produzione di pedane basculanti. A questa tendenza fa eco lo sbigottito compiacimento del pubblico meno preparato, che si fa volentieri impressionare dalle vistose oscillazioni di pedane così "movimentose". A ciò si aggiunge la sprovveduta prontezza di venditori e pseudo preparatori, che, anzichè spiegare le caratteristiche essenziali di un buon trattamento con le vibrazioni, si avvantaggia comodamente di una utenza palesemente fuorviata. Attenzione quindi. Specie nel caso delle pedane basculanti, maggiore è la escursione e maggiore è la esposizione del rachide a possibili deleteri effetti di scompensazione. La realizzazione di modelli, a movimento basculante, con ampia o ampissima escursione, pare più opportuno ascrivere a valutazioni di opportunità commerciale che non a considerazioni scientifiche. Si deve prendere atto che la vibrazione non genera maggiori benefici in virtù della maggiore escursione, ma piuttosto per la combinazione di tre fattori come: 1) l'accelerazione, che viene impressa al soggetto in esercizio, durante il movimento; 2) la frequenza, in termini di numero di movimenti nella unità di tempo, e che deve essere rigorosamente rispettata dalla macchina, una volta impostata; 3) la escursione, il cui valore può essere compreso, per finalità diverse, tra 2 e 5mm. h COSA FA A
livello di benessere psico-fisico, le vibrazioni della pedana vibrante
agiscono stimolando nel nostro corpo il rilascio, in modo del tutto
naturale e privo di effetti collaterali, di neurotrasmetittori, quali ad
esempio la serotonina e la dopamina. Questi esercitano una grande
influenza sul benessere generale e sull’umore, con sensazioni
paragonabili a quelle che si avvertono al termine di un intenso
allenamento sportivo. La vibrazione neuromeccanica è estremamente efficace per l’effetto prodotto su quasi tutti i tessuti
e le strutture del corpo umano. Sulla pedana si attuano protocolli di
allenamento sia con esercizi di tipo statico che di tipo dinamico, sia
per condizionamenti di tipo anaerobico che di tipo aerobico. In
particolare: h
COME
FUNZIONA
La pedana vibrante, a vibrazione verticale, genera delle piacevoli vibrazioni che vengono trasmesse al nostro corpo
sotto forma di energia meccanica. Quando si sale sulla pedana ed il piatto
inizia a vibrare, il corpo umano si trova improvvisamente in una
situazione di disequilibrio generato proprio dalle vibrazioni. Questa
situazione non produce, in ogni caso, una sensazione di disagio, ma,
semplicemente, sollecita nell'organismo sensori sopiti, delicatamente
risvegliati dal nuovo evento. Proprio
in risposta a tale evento, una sorta di stress di impatto positivo, tutto l'apparato
neuromuscolare, e con esso
la struttura ossea, si attivano per ristabilire condizioni ottimali di
equilibrio. Il lavoro neuro-muscolare che ne consegue può essere
assimilato, per effetti prodotti, a ciò che ottiene l’allenamento con i balzi. 1) rapida rigenerazione delle fibre muscolari
e incremento del metabolismo grazie alla rinnovata densità
muscolare;
2) riduzione
del grasso corporeo.
Come risposta di
adattamento alle sollecitazioni si realizza un incremento del consumo calorico.
Si alza parimenti il metabolismo
basale, che è il fabbisogno calorico in condizione di riposo.
L'organismo, grazie alla maggior produzione di ormone GH indotta dalle
vibrazioni, ricorre ai grassi per soddisfare l'aumentato consumo
energetico, con un importante effetto dimagrante. Vengono prodotte tra le
20 e le 50 contrazioni muscolari al secondo. L'effetto massaggiante
e l'incremento della circolazione aiutano a combattere la cellulite. La
stimolazione con vibrazioni ottiene inoltre un effetto paragonabile ad un
massaggio profondo e rilassante, grazie ad una sinergia di azioni:
morbidi
recupero. Permette inoltre di
raggiungere e mantenere una grande forma fisica, ed un senso di benessere,
grazie alla secrezione di ormoni anabolizzanti naturali (testosterone e
GH). Aumenta la forza e la potenza muscolare, rafforza le strutture ossee ed articolari.
*
CONTROINDICAZIONI
NELL'USO DELLE PEDANE VIBRANTI
Le controindicazioni,
di cui si riporta elenco nei manuali delle pedane vibranti, sono una misura
di cautela che il costruttore adotta, per tutelarsi nei confronti di utenti che non ponessero
sufficiente attenzione alla propria condizione di salute. Tuttavia, lo
zelo interpretativo di qualcuno, potrebbe fuorviare l'utente meno
smaliziato, ed indurlo a cancellare come opportunità di allenamento la
terapia delle vibrazioni. Valutando bene tali limitazioni, ci si accorge
infatti che sono riferite a soggetti che dovrebbero cautelarsi per qualunque
tipo di attività fisica e o sportiva, e non unicamente per il caso specifico della pedana vibrante.
Quale esempio piuttosto esemplificativo si può citare il caso dei
diabetici. Questa categoria è posta tra i soggetti per i quali
l'impiego di una pedana vibrante è controindicato. Naturalmente,
se ci riferiamo ad un soggetto mal curato, esposto quindi a facili e
repentini cali glicemici, il, sia pur minimo dispendio energetico
richiesto durante l'allenamento vibratorio, potrebbe, in alcuni limitati
casi, risolversi in malessere e anche svenimento. Ma stiamo parlando di
caso limite. In linea di massima, anzi, poichè si alza il metabolismo
durante e dopo l'attività sulla pedana, e le celle muscolari sono più
sensibili alla captazione degli zuccheri, anche in deficienza di
insulina, si può ritenere utile la pratica dell'allenamento vibratorio.
Propriamente per la sua capacità di incentivare naturalmente
nell'organismo altre vie per stabilizzare il livello di zuccheri nel
sangue. Un soggetto in buona salute, non portatore di alcuna patologia, certamente può ricavare solo benefici dall'allenamento vibratorio.
Piuttosto, si dovrà stimare con attenzione se si è più interessati ad
una pedana vibrante verticale o ad una pedana basculante. In effetti,
tra le due macchine, le differenze ci sono e possono dirottare
nettamente la scelta verso l'una o l'altra. A riguardo, rimando al
paragrafo differenze... e si
sente dire...
*
COSA
DETERMINA IL MAGGIORE O MINORE COSTO DI UNA PEDANA
Per
quanto riguarda la differenza di spesa, nel listino al pubblico, per
l'acquisto di una pedana vibrante, gli elementi per valutare e
comprendere le differenze si riconducono tutti ad un unico criterio:
ogni costruttore stabilisce di quale eccellenza debba essere il prodotto
finito. Tutte le componenti, quindi, potranno essere scelte di vario
livello qualitativo (scarso, accettabile, buono, ottimo, eccellente).
Con un esito più o meno buono in termini di realizzazione finale. Una analisi più
approfondita dei vari elementi, può aiutare a cogliere la differenza, e
capire dove il costruttore ha voluto risparmiare, oppure sottolineare la
propria qualità. Per ciascun componente fondamentale si elencano, di
seguito, le caratteristiche atte a valutarne la qualità.
.
Motore: stabilità di rotazione, assenza di rumore e vibrazioni sporche,
elevato smaltimento del calore. . Elettronica: accuratezza di montaggio,
qualità della circuitazione, precisione nella erogazione degli impulsi,
elevata schermatura, pulizia e durata delle saldature.
.
Telaio: qualità dei profilati, densità del materiale, assenza di
risonanze fastidiose durante il funzionamento, precisione dei punti di
giunzione, perfetta levigatura complessiva.
.
Elementi ammortizzanti: qualità delle mescole e delle resine di
coibentazione, tenuta dimensionale, capacità di assorbimento,
insensibilità ad agenti aggressivi.
.
Software: accuratezza del progetto, possibilità di regolazione,
rispetto degli standard di riferimento, elaborazione su base
scientifica, prove di laboratorio.
.
Design: ergonomia, piacevolezza al tatto dei materiali impiegati,
gradevolezza estetica, insensibilità a invecchiamento per effetto di
luce e calore.
.
Standard costruttivo: rispetto dei parametri qualitativi, verifica a
campione delle macchine realizzate, preparazione del personale.
.
Cliente: valutazione di soddisfazione, erogazione e puntualità
assistenza, fornitura manuali di chiara lettura, supporti informatici,
assistenza telefonica dedicata.
*
EFFICACIA
DELLE VIBRAZIONI: DOPO QUALCHE TEMPO SEMBRA RIDURSI...
La
sensazione di incontrare un calo dei benefici dopo un certo numero di
trattamenti è effettivamente cosa possibile. Tuttavia non è difficile
porre rimedio, ed è importante comprendere perchè si verifica un tale
fenomeno. Il corpo umano, con il persistere di sollecitazioni
meccaniche, ma anche fisico-chimiche, va incontro ad una sorta di
adattamento. L'evento è normale e prevedibile, e come conseguenza il
trattamento viene meno percepito. I risultati sembrano affievolirsi, e
le sedute di allenamento perdono efficacia. Il fenomeno è noto come
accomodamento, e spiega la tendenza delle cellule ad abituarsi alle
sollecitazioni, e a rispondere con sempre meno vigore. La soluzione
passa attraverso una variazione dei protocolli di allenamento. Ciò
dovrà avvenire con una certa frequenza, e le modalità con cui agire
sono:
-
cambiare i tempi di esposizione,
-
variare la frequenza di lavoro
abbinata;
-
aumentare il periodo di riposo tra una seduta e l'altra;
-
cambiare il momento della giornata in cui viene effettuato il
trattamento;
-
variare le posizioni, e conseguentemente gli angoli articolari, per
colpire con direzione differente le varie
porzioni muscolari.
Le
combinazioni ottenibili dalla miscelazione di questi elementi consentono
di contrastare efficacemente la stasi dei risultati.
*
ERNIA
DISCALE E USO DELLA PEDANA
Non
sono pochi i soggetti che hanno sofferto, o che lamentano tuttora, fastidi derivanti da protrusioni discali. Talvolta questi fenomeni
degenerano ulteriormente fino a generare vere e proprie ernie, con tutte
le complicazioni e i disagi che questo comporta. Ci si chiede quindi, se
la pedana vibrante può essere di aiuto, e, soprattutto, se può essere
usata in tali condizioni. Ad essere corretti, si dovrà naturalmente
valutare individualmente la situazione di ciascuno, e, in questo è
determinante il parere di chi ha in cura il soggetto, o che comunque ne
segue la attività. Ciò che si può dire con certezza è che, se la
presenza di un disturbo più o meno grave, consente in ogni caso le
normali attività quotidiane, e anche azioni moderatamente sforzate, pur
se controllate, in linea di massima non è precluso l'impiego della
pedana. Si consideri anche che, durante l'allenamento vibratorio, non si
producono stress per schiacciamento, nè forti contrazioni e
allungamenti, una situazione questa, che fornisce già una certa tutela
in quanto a sicurezza di impiego. Il ragionamento vale per le pedane a
vibrazione verticale. Diversa è la considerazione per i modelli con
movimento basculante. Per tali versioni la cautela deve essere più
alta, e sono comunque da sconsigliare quelle con ampia escursione (oltre
i 5mm).
*
FREQUENZE
E TEMPI: COME AGISCONO SULLE FIBRE muscolari e sul corpo (dimagrimento,
forza, ecc.) Premessa:
spesso le indicazioni fornite sul manuale e quelle di impostazione dei
software di controllo delle macchine non trovano una precisa
corrispondenza. In molti casi può trattarsi o di inesatta traduzione
dei manuali originali o di cattiva interpretazione da parte di chi
compila i manuali in origine (spesso chi si occupa di questo non ha
specifica competenza su quanto sta compilando). In ogni caso fornirò
qui i suggerimenti per comprendere come le frequenze lavorano. Anzitutto
il parametro frequenza è importante per definire quale tipologia di
fibra muscolare verrà massimamente interessata dalla vibrazione.
Prendiamo in considerazione le macchine più diffuse, quelle che non
hanno specializzazione in ambito terapeutico, e che quindi si rivolgono
soprattutto ad un utenza privata. Le frequenze più basse, 20-35Hz,
interessano le fibre a contrazione lenta, dette fibre rosse, che vengono
coinvolte in esercizi dove la forza non è particolarmente importante,
ma lo è la durata, la resistenza, la prestazione prolungata nel tempo.
Grazie a questo meccanismo di coinvolgimento selettivo delle fibre, si
ottiene l'incremento nella combustione di grassi depositati, e il
metabolismo basale viene innalzato, con un conseguente più elevato
consumo calorico. Allo stesso modo la circolazione periferica e il
drenaggio linfatico sono fortemente incentivati. Altra conseguenza
importante è la capacità di conservare nel tessuto muscolare una
naturale propensione ad una leggera contrazione residua, il che porta al
beneficio della tonicità muscolare. Possiamo quindi associare le basse
frequenze a obiettivi di tipo estetico, di calo del peso, di riduzione
dei depositi adiposi, con evidenti risvolti positivi sulla salute e il
benessere. Le frequenze più alte, 40-50Hz, interessano le fibre a
contrazione rapida, fibre di tipo bianco, che vengono coinvolte in
esercizi dove è richiesta potenza, velocità di esecuzione, gesto
esplosivo. Questo
tipo di sollecitazione ottiene una risposta di contrazione con forte
coinvolgimento muscolare, un rapido affaticamento e una certa
propensione a conservare una durezza muscolare. La scossa metabolica che
ne deriva è ugualmente molto decisa, e a cascata si scatena la
produzione di testosterone e somatotropina, due ormoni fondamentali per
incentivare la massa magra ed abbassare la componente di grasso. Il
portentoso effetto pompa che deriva dalle profonde contrazioni muscolari
porta anche ad una più diffusa capillarizzazione , con irrobustimento
dei vasi e minore tendenza alla rottura. Altra positiva conseguenza
della sollecitazione ad alta frequenza è la generazione di endorfine,
sostanze naturalmente capaci di lenire fastidi e malesseri generali, in
grado di promuovere un generale stato di benessere, sia a livello fisico
che psichico. Una
ulteriore, importante valutazione viene riservata ai tempi di
trattamento. Con le basse frequenze si privilegiano interventi di più
ampia durata, con tempi che possono raggiungere anche i 120 secondi per
singola porzione muscolare (sempre in ragione comunque delle
caratteristiche di tenuta individuale). Con le alte frequenze, per
motivi legati in particolare al recupero, i tempi si riducono
notevolmente, fino ad un massimo di 60 secondi per singola porzione
muscolare (e sempre in ragione delle caratteristiche individuali). Si
tenga sempre chiaro, in ogni caso, che nel corpo umano, non esiste una
distinzione netta a livello muscolare tra fibre bianche e fibre rosse, e
si potranno difatti rintracciare anche fibre intermedie, parzialmente
sensibili ad un tipo di trattamento e all’altro. Quindi un certo
distretto muscolare, che vogliamo ad esempio trattare con obiettivi di
dimagrimento, potrà trarre giovamento anche dall’abbinamento di
entrambe i protocolli, a bassa e ad alta frequenza. Il ragionamento vale
ovviamente anche per la situazione opposta, dove una certa sezione
muscolare debba essere trattata per il potenziamento. Anche in questo
caso si rivela utile applicare vibrazioni ad alta e a bassa frequenza.
Poi, naturalmente, sulla base della risposta al trattamento che ciascun
individuo potrà, e dovrà, valutare, si potrà in seguito privilegiare
le combinazioni più adatte. Questo spiega anche perché i costruttori,
prevedono sulle loro macchine software con frequenze che variano
ampiamente all’interno di uno stesso programma. Non è quindi corretto,
ed è perlomeno semplicistico, indicare che un dato programma ha una
unica ed esclusiva finalità di trattamento. * FORZA
ESPLOSIVA E PEDANA VIBRANTE Le
pedane vibranti concepite per promuovere obiettivi di aumento della
forza esplosiva devono anzitutto presentare il funzionamento a
vibrazione verticale. Il piatto di appoggio deve essere di dimensioni
adeguate (almeno 35x50cm), la frequenza deve essere selezionabile fino a
40-50 Hz, la portata max deve avere un valore elevato, a garanzia che
l'accelerazione non risenta negativamente della applicazione di carichi
gravitari forti. Le fibre veloci, del tipo bianco, coinvolte nelle
espressioni di forza esplosiva, e che sono determinanti nell'incremento
di massa muscolare, possono essere sollecitate solo alle frequenze più
elevate, 30-40-50Hz, in abbinamento ad una adeguata accelerazione
verticale del piatto vibrante. Solo così si ottiene una stimolazione
profonda, con interessamento massivo delle fibre e successivo innesco
dei processi di adattamento, che portano a loro volta all'incremento di
massa muscolare e dei valori di forza. La contemporanea presenza di
questi due elementi è ancor più legittimata dalla esigenza di colpire
proficuamente i comparti muscolari di utenti già allenati, e le cui
fibre sono ampiamente sperimentate agli stress di allenamento ad alta
intensità. * PEDANE
VIBRANTI E BASCULANTI: DIFFERENZE Le
differenze tra le due pedane si valutano sia in termini di realizzazione
costruttiva che di finalità di impiego. Le vibranti classiche, le prime
ad essere realizzate e vendute al grande pubblico, utilizzano la
modalità di vibrazione verticale, dove il piatto sul quale ci si
appoggia muove continuamente dal basso verso l'alto, con un su e giù
ciclico, con frequenza variabile, ed una escursione, cioè la distanza tra il punto più
alto ed il punto più basso raggiunto, di pochi millimetri. La pedana
quindi,
ad un osservatore esterno, durante il funzionamento apparirebbe sostanzialmente ferma, sebbene
l'utente, in quel momento, ne avverta distintamente il sussulto verticale.
Differenziare la frequenza, variando quindi il numero di volte che il
piatto vibrante sale e scende nell'unità di tempo, permette di ottenere
obiettivi anche molto diversi, che spaziano dalla riabilitazione post
traumatica, al dimagrimento, alla estetica, al potenziamento, nelle
varie forme che tali obiettivi possono assumere. L'allenamento
neurovibrazionale può trovare applicazione sia come unica risorsa di
trattamento, che in
associazione ad altri protocolli, e quindi come complemento di altre
forme di allenamento. Si presta all'uso da parte di soggetti
anziani, di soggetti non allenati, di soggetti in sovrappeso, di
soggetti con handicap traumatici. La molteplicità delle posizioni che
si possono assumere sulla pedana consente di intervenire su distretti
muscolari anche nettamente delimitati, e permette naturalmente di variare
anche l'angolo di attacco. Una stessa porzione muscolare può quindi essere
raggiunta da esercizi differenti, ma tra loro complementari, adatti ad ottimizzare
la resa del trattamento vibratorio, e la visibilità degli effetti. L'allenamento con le
vibrazioni verticali,
e tutte le sue implicazioni, è stato in assoluto il primo ad essere
studiato in ambito scientifico. Molteplici sono le sperimentazioni
condotte su tale sistema di condizionamento, con sviluppo di macchine e
software da parte di grandi aziende del medicale e del fitness.
Le
basculanti, dette anche oscillanti, utilizzano invece la modalità di vibrazione laterale, con
piano di appoggio che oscilla periodicamente da un lato all'altro, scendendo prima a destra e poi a
sinistra.
Per
meglio comprenderne il meccanismo, si può
suggerire l'immagine del dondolo per bambini, dove i due bimbi sono
seduti agli estremi, uno opposto all'altro, e quando uno sale, l'altro
scende. Si provi quindi, a questo punto, a pensare di essere in piedi, al centro, su
quel dondolo, ed avvertire questo movimento di saliscendi. Immaginiamo
ora di aumentare la escursione tra punto minimo e massimo di movimento della pedana.
Supponiamo quindi il lato destro che scende, rispetto alla linea orizzontale, di 10 cm. e, contemporaneamente, il lato sinistro che sale,
rispetto alla orizzontale, di 10 cm. E' evidente che, ponendo di essere in piedi nel punto di mezzo della linea che collega lato destro e lato sinistro, il movimento della pedana porterà tutto il corpo a oscillare da destra a sinistra come
fosse un pendolo. Un ultima nota
riguarda la rumorosità di funzionamento. Una vibrante ben realizzata è pressochè esente da
rumore, sia come produzione diretta, che come fenomeno indotto dalla
vibrazione.
E' invece connaturata alla basculante una certa pressione
acustica, in particolare come effetto della vistosa oscillazione
laterale (fatta eccezione per i modelli a ridotta escursione).
E' infine consigliabile appoggiare la pedana basculante su un materassino
antivibrazioni (uno di quelli impiegati per i tapis roulant).
*
PERCHE'
LE PEDANE PROFESSIONALI COSTANO COSI' TANTO? E'
POSSIBILE ASPETTARSI PRESTAZIONI ADEGUATE IN UNA MACCHINA DOMESTICA?
Un
primo importante chiarimento: le macchine destinate al mercato professionale sono
proposte a costi esageratamente alti, giustificati solo in minima parte
dalla necessità di far fronte ad un impiego di diverse ore al giorno.
Non è un segreto che, la peculiarità della destinazione professionale,
venga amplificata a dismisura , e che nulla, della componentistica
tecnica e costruttiva, può fattivamente giustificare la spesa.
Certamente vanno sommati i costi sostenuti per la ricerca, la
promozione, la rete di assistenza, la comunicazione, ecc., ma resta la
netta sensazione che il tutto rappresenti un unico grande beneficio
commerciale. E si prenda atto, anche, che l'aspettativa di un compratore
di prodotto professionale è molto influenzata dalla spesa, e tanto
questa sarà più alta, tanto di più si è portati a credere che il
prodotto sia al top per tecnologia e performance. Quindi un costo elevato ci rassicura sul fatto che
la macchina sia ben realizzata e che soddisferà in pieno le nostre
esigenze.
*
SI
SENTE DIRE CHE LA PEDANA BASCULANTE E' MEGLIO
DELLA...
Come
al solito, certa stampa, pubblica informazioni del tutto inventate o
deviate, e puntualmente alcuni pseudo specialisti fanno eco alle idiozie
lette. L'allenamento vibratorio è praticato da oltre 70 anni e gli
studi e sperimentazioni fin qui realizzati si sono tutti assestati sulla
vibrazione verticale. La vibrazione laterale (basculante) è divenuto un
fenomeno recentissimo, dopo l'evidente successo di pubblico della pedana
vibrante, unicamente voluto da aziende che, per soli interessi
commerciali, desideravano poter affermare che tale modalità è più
efficace e sicura dell'altra. Ma il buon senso, e un minimo di nozioni,
spiegano che le cose stanno in modo diverso. Si pensi semplicemente a
questo: lo spostamento in verticale in una pedana a vibrazione verticale
è di soli 2-4 mm, mentre lo spostamento, dal punto più alto al punto
più basso, in una pedana basculante (del tipo spesso presente nei
centri estetici), è 10-16 mm. Si aggiunga anche che,
nel secondo caso, tale movimento avviene come su una altalena, con
l'evidente effetto di sventolamento della testa, e un forte scuotimento
laterale di tutto il corpo. Non si deve avere una laurea in medicina per
capire che tale condizione non giova affatto a chi lamenta, ad esempio,
fastidi articolari e al rachide (praticamente la quasi totalità dei
soggetti che intendono usare l'allenamento vibratorio). Ed è talmente
noto questo effetto, il quale costringe a tenersi saldamente al manubrio
della pedana, che si sconsiglia l'uso in posizioni diverse da quella
eretta. E' difatti chiara la necessità di dovere controllare
continuamente la posizione, per mantenere un equilibrio accettabile e
sicuro. Si valuti dunque, oltre alla scarsa agibilità, anche la forte
limitazione di impiego di questo tipo di attrezzo.
Per
contro, tra gli impieghi delle pedane vibranti verticali, viene molto
apprezzato proprio quello di tipo riabilitativo, e terapeutico, per la
sua azione dolce, ma profonda, non lesiva di articolazioni e legamenti,
e adatta al trattamento della stragrande maggioranza di possibili utenti.
Voglio ancora aggiungere che talune aziende, oggi, si sono indirizzate a
realizzare macchine basculanti di nuova generazione, con escursione
limitata a 3-4 mm. Alla verifica dei fatti un tale spostamento non rende
impegnativo l'uso della pedana e non crea limitazioni. E nemmeno
l'utente è in grado di accorgersi di essere su una pedana basculante
anzichè vibrante. Ma allora, che senso ha? sfruttiamo tutti i benefici
dell'allenamento vibratorio con una macchina che applica in pieno tutte
le nozioni acquisite in questi 70 anni, e ne ricaveremo solo benessere.
*
STRETCHING
E PEDANA VIBRANTE
Lo stretching è una pratica direttamente correlata
alla attività fisica. Quando gli stress di contrazione/rilascio delle
fibre si sommano e sono tali da impedire un completo rilassamento
muscolare, lo stretching aiuta a liberarsi del fastidio. Per ciò che
riguarda la pedana vibrante, la esigenza di avvalersi dello stretching
può emergere solo nel caso in cui si utilizzino frequenze elevate e
tempi lunghi, protocollo tipico del potenziamento muscolare. E
proprio la pedana vibrante può essere impiegata allo scopo, molte
posizioni si possono assumere sul piatto vibrante per favorire un
efficace rilascio delle tensioni muscolari.
*
USARE
LA PEDANA VIBRANTE CON, O SENZA, CALZATURE
Con
riferimento ai modelli di pedana a vibrazione verticale, il massimo
effetto di trattamento si ottiene non interponendo alcun elemento
filtrante (come le calzature) tra piatto in vibrazione e soggetto. Come
si può intuire, indossare scarpe durante la seduta può interferire con
la corretta fruizione del trattamento. Una scarpa morbida e cedevole
smorzerebbe l'effetto vibratorio, riducendone di fatto la efficacia, e
la capacità di stimolazione profonda, mentre una scarpa troppo rigida
potrebbe enfatizzarlo in modo sconveniente, innescando fastidiosi
riverberi. In entrambe i casi pare quindi ottimale impiegare la
macchina a piedi nudi. Tuttavia esiste una terza via, che ci consente di
trasformare un fattore limitante in un vantaggio. Nel caso delle prime
sedute, le iniziali, dove l'esigenza di abituarsi a questo tipo di
allenamento può richiedere qualche cautela in più, ci si può aiutare,
superando quindi una possibile ipersensibilità di qualche utente,
con una banale accortezza.
Si
rivesta il piatto vibrante con un semplice telo spugnoso, più o meno
spesso, tale da attenuare nel modo desiderato la trasmissione delle onde
vibratorie, e consentire una pratica confortevole dell'allenamento a
qualunque soggetto.
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