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ACCELERAZIONE VERTICALE
Si tratta di un parametro determinante nella valutazione di una buona
pedana vibrante sussultoria. In termini pratici, ci spiega quanto la
macchina sia in grado di spingere verso l'alto il piatto vibrante, con
quale velocità e in quanto tempo. Ogni componente costruttivo, la
potenza del motore, il software, la struttura del telaio, ecc. è volto
ad ottenere un unico, fondamentale risultato: la qualità della
accelerazione verticale. Tanto più questo valore è elevato, omogeneo
(per distribuzione sulla intera superficie del piatto vibrante) e
insensibile alla resistenza creata dal peso dell'utente, tanto più
efficace e risolutiva è la stimolazione che si ottiene dall'allenamento
vibratorio. Specialmente per i protocolli di potenziamento muscolare.
Anche piccole variazioni di questo valore fanno una grande differenza
nel risultato finale.
A CHI E' ADATTA LA PEDANA VIBRANTE?
Probabilmente la pedana vibrante si adatta ad una tale moltitudine di
soggetti che si potrebbe dire che sia l'attrezzo universale. Tuttavia,
per aiutare gli indecisi e quanti non comprendono appieno le
potenzialità di questo strumento, ho individuato alcune classi di
soggetti particolarmente interessate alla pedana vibrante.
Obiettivo Salute e Bellezza. Tutte quelle persone che hanno a cuore
il proprio stato di forma ed abbracciano l'idea che salute e bellezza
vanno di pari passo, sono certamente interessate a questo prodotto. Ci
riferiamo a donne, ma anche a uomini, che siano sensibili al benessere
inteso come sensazione di piacere della vita, qualità della esistenza,
armonia tra esigenze del corpo in movimento e relax psichico.
Obiettivo Sport e Fitness. L'utente che pratica attivamente sport di
qualunque genere, ama il dinamismo delle discipline sportive, si appaga
delle fatiche durante lo sforzo fisico, apprezzerà i nuovi stimoli che
l'allenamento vibratorio è in grado di generare. Lo stress muscolare che
può ottenere supera i limiti imposti dal consueto approccio alle sedute
di allenamento, i benefici si misurano in incremento della prestazione
di forza sia resistente che esplosiva.
Obiettivo Anti Età. Molte persone affrontano la vita con pieno
spirito di partecipazione e grande entusiasmo, nonostante l'anagrafica
li collochi in fascia di età avanzata. Questi utenti trovano nelle
vibrazioni un sorprendente alleato contro gli effetti
dell'invecchiamento. I fenomeni degenerativi legati a osteoporosi e
perdita della qualità nella trasmissione degli impulsi nervosi, trovano
efficace soluzione tramite l'allenamento vibratorio. L'innesco di
reazioni chimico fisiche ed ormonali all'interno dell'organismo porta il
soggetto sotto allenamento, a combattere con successo il rallentamento
metabolico, la scarsa efficienza circolatoria, l'insorgenza di algie di
varia natura, ecc.
Obiettivo Efficienza e Affari. Tante persone, tra cui manager e
professionisti, hanno la giusta 'ambizione di porgere di sè una immagine
vincente anche sotto il profilo di una migliore prestanza fisica.
Spesso, tuttavia, gli impegni quotidiani, professionali e non, entrano
in forte conflitto con questa esigenza, trasformando, di fatto, in
velleitario ogni obiettivo di forma e fitness. La soluzione non può che
trovarsi proprio attraverso l'impiego di una pedana vibrante. Potente,
nel raggiungere ogni distretto muscolare, rapida, con dispendio della
risorsa tempo ridotto a soli 10 minuti, efficace, con l'evidenza dei
risultati in poche sedute. Facile e bella da collocare anche in uno
studio o nell'ufficio di rappresentanza.
Obiettivo Recupero Chi è andato incontro a traumi fisici, di varia
natura, e si trova nella condizione di volere riprendere quanto prima
possibile la propria routine di vita, tra professione, affetti
famigliari e tempo libero, sa quanto arduo sia realizzare un protocollo
di recupero efficace, poco costoso, e rapido. Il cedimento della masse
muscolari, a lungo non sollecitate, non consente una stimolazione
profonda delle fibre, proprio laddove, ad es. in seguito ad una
frattura, si impone una ricostruzione delle componenti di forza e
densità del muscolo. L'impossibilità di fare uso adeguato delle leve
articolari impedisce un sollecito ripristino di questi elementi e
costringe a lunghe convalescenze, con estenuanti, quanto poco
produttive, sedute di riabilitazione. La terapia con le vibrazioni
bypassa nettamente questo handycap, ed interviene nella profondità delle
fibre muscolari. L'eccitazione delle fibre avviene in condizioni di
isometria, senza cioè la necessità di movimento articolare, ed è in
grado di reclutare, grazie al portentoso meccanismo di stimolazione
riflessa, oltre il 90% delle fibre distrettuali.
Obiettivo Sveglia Pigri Non sono pochi, coloro che, soprattutto per
indolenza, ma anche per distrazione da altre attività meno impegnative
(leggi videogames, tv), abbandonano ogni attenzione alle esigenze di
movimento del proprio corpo e si avviano sulla strada della scarsa
attitudine al benessere, con progressiva, sempre maggiore, incidenza di
fattori limitanti nella propria esistenza. Parliamo di sovrappeso prima,
e di obesità poi, di ipertensione, di colesterolemia fuori dei
parametri, di fragilità osteo articolare, di intrinseca debolezza
dell'organismo, di abbassamento della soglia di difesa del sistema
immunitario, e successiva propensione alla contrazione di virus. La
pedana vibrante sottrae questi soggetti, tra loro anche adolescenti,
alle problematiche sopra accennate. La piacevolezza d'uso, la
semplicità, e la modesta partecipazione dinamica richiesta all'utente
durante l'allenamento vibratorio, sono aspetti che convincono anche i
più sedentari e disinteressati. Questi potranno avvalersi degli
strepitosi benefici delle vibrazioni senza avvertire il fastidio di
dedicarsi a qualcosa cui non tengono affatto.
AMPIEZZA OSCILLAZIONE: QUANTO E' IMPORTANTE Ultimamente si
assiste ad una corsa, da parte di alcuni costruttori, verso la
oscillazione più ampia possibile, nel tentativo di dimostrare che la
macchina potrà in questo modo offrire più risultati. Questo fenomeno in
particolare si vede nella produzione di pedane basculanti. A questa
tendenza fa eco lo sbigottito compiacimento del pubblico meno preparato,
che si fa volentieri impressionare dalle vistose oscillazioni di pedane
così "movimentose". A ciò si aggiunge la sprovveduta prontezza di
venditori e pseudo preparatori, che, anzichè spiegare le caratteristiche
essenziali di un buon trattamento con le vibrazioni, si avvantaggia
comodamente di una utenza palesemente fuorviata. Attenzione quindi.
Specie nel caso delle pedane basculanti, maggiore è la escursione e
maggiore è la esposizione del rachide a possibili deleteri effetti di
scompensazione. La realizzazione di modelli, a movimento basculante, con
ampia o ampissima escursione, pare più opportuno ascrivere a
valutazioni di opportunità commerciale che non a considerazioni
scientifiche. Si deve prendere atto che la vibrazione non genera
maggiori benefici in virtù della maggiore escursione, ma piuttosto per
la combinazione di tre fattori come: 1) l'accelerazione, che viene
impressa al soggetto in esercizio, durante il movimento; 2) la
frequenza, in termini di numero di movimenti nella unità di tempo, e che
deve essere rigorosamente rispettata dalla macchina, una volta
impostata; 3) la escursione, il cui valore può essere compreso, per
finalità diverse, tra 2 e 5mm.
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COSA FA A livello di benessere psico-fisico, le vibrazioni della
pedana vibrante agiscono stimolando nel nostro corpo il rilascio, in
modo del tutto naturale e privo di effetti collaterali, di
neurotrasmetittori, quali ad esempio la serotonina e la dopamina. Questi
esercitano una grande influenza sul benessere generale e sull’umore, con
sensazioni paragonabili a quelle che si avvertono al termine di un
intenso allenamento sportivo. Inoltre, sempre a livello di benessere e
salute, si segnala un aumento della capacità di coordinazione,
dell'equilibrio corporeo e dei riflessi. Le vibrazioni agiscono
direttamente sulla propriocezione, ovvero il meccanismo che regola
l'equilibrio e la percezione del movimento. Cambiando posizione di
appoggio sulla pedana, e angolo delle articolazioni, si ottiene un
progressivo allungamento muscolare (effetto stretching). Questa pratica
è essenziale per ammorbidire quello stato di contrattura latente,
residua, causata da costrizioni posturali. Spesso queste sono l'esito di
atteggiamenti inopportuni sia nell'ambito degli impegni professionali,
che nelle abitudini quotidiane, ed innescano fastidi persistenti e
logoranti. La pratica regolare della pedana vibrante riconduce quindi le
forze che interagiscono sul piano muscolare ed articolare ad un
ripristino della situazione di equilibrio. Sul piano
estetico-salutistico le vibrazioni donano nuovo impulso al sistema
circolatorio, riattivando le vie di circolazione periferica (il sangue
raggiunge i capillari fino a 50 volte al secondo durante il
trattamento). In questo modo le cellule vengono copiosamente irrorate e
si favorisce la rapida espulsione delle tossine. Il portentoso effetto
linfodrenante che ne deriva interviene direttamente nella cura della
cellulite e ne attua una radicale prevenzione. Si riducono quindi le
aderenze e il contemporaneo rinforzo del tessuto connettivo permette di
avere una pelle più morbida e liscia. A livello di fibre muscolari si
totalizzano tra le 20 e le 50 contrazioni al secondo. La
vibrazione neuromeccanica è estremamente efficace per l’effetto prodotto
su quasi tutti i tessuti e le strutture del corpo umano. Sulla pedana si
attuano protocolli di allenamento sia con esercizi di tipo statico che
di tipo dinamico, sia per condizionamenti di tipo anaerobico che di tipo
aerobico. In particolare: 1) agisce sul sistema neuro muscolare;
2) sulla circolazione (con incrementi fino al 100%); 3) sulla
cartilagine; 4) sul tessuto osseo; 5) sul sistema ormonale;
6) sui neuro trasmettitori. Gli effetti della pedana vibrante sono
rilevanti e dipendono dai valori di: - frequenza (in Hz) -
ampiezza (in mm) - accelerazione - durata - angoli
articolari (in gradi)
COME FUNZIONA La pedana vibrante, a vibrazione verticale, genera
delle piacevoli vibrazioni che vengono trasmesse al nostro corpo sotto
forma di energia meccanica. Quando si sale sulla pedana ed il piatto
inizia a vibrare, il corpo umano si trova improvvisamente in una
situazione di disequilibrio generato proprio dalle vibrazioni. Questa
situazione non produce, in ogni caso, una sensazione di disagio, ma,
semplicemente, sollecita nell'organismo sensori sopiti, delicatamente
risvegliati dal nuovo evento. Proprio in risposta a tale evento, una
sorta di stress di impatto positivo, tutto l'apparato neuromuscolare, e
con esso la struttura ossea, si attivano per ristabilire condizioni
ottimali di equilibrio. Il lavoro neuro-muscolare che ne consegue può
essere assimilato, per effetti prodotti, a ciò che ottiene l’allenamento
con i balzi. L’allenamento con le vibrazioni esercita la sua influenza
sia sulle fibre muscolari bianche che su quelle rosse. Le fibre
muscolari bianche sono quelle maggiormente impiegate nell’allenamento di
tipo esplosivo o di potenza. Riescono ad ottenere, con frequenze di
lavoro e tempi di esposizione opportuni, una profonda sollecitazione. Le
fibre rosse sono invece maggiormente interessate da attività di durata,
dove il parametro di riferimento è la resistenza. In entrambe i casi i
risultati diventano visibili in breve tempo, ulteriormente
amplificati dall’aumento del rilascio di ormoni rigenerativi. Gli
aspetti fin qui considerati valgono non solo per soggetti attivi, che
praticano sport attivo e cercano un miglioramento di prestazione, ma
anche, e soprattutto, per coloro che cercano semplicemente tonicità
muscolare e definizione. La conseguenza, di grande e positivo impatto
sul corpo, è comunque un aumento della produzione di GH (ormone della
crescita). A questo si associano infatti due effetti: 1) rapida
rigenerazione delle fibre muscolari e incremento del metabolismo grazie
alla rinnovata densità muscolare; 2)
riduzione del grasso corporeo. Come risposta di adattamento
alle sollecitazioni si realizza un incremento del consumo calorico. Si
alza parimenti il metabolismo basale, che è il fabbisogno calorico in
condizione di riposo. L'organismo, grazie alla maggior produzione di
ormone GH indotta dalle vibrazioni, ricorre ai grassi per soddisfare
l'aumentato consumo energetico, con un importante effetto dimagrante.
Vengono prodotte tra le 20 e le 50 contrazioni muscolari al secondo.
L'effetto massaggiante e l'incremento della circolazione aiutano a
combattere la cellulite. La stimolazione con vibrazioni ottiene inoltre
un effetto paragonabile ad un massaggio profondo e rilassante, grazie ad
una sinergia di azioni: - le vibrazioni smuovono i tessuti
liberandoli da aderenze e rendendoli più morbidi - la
stimolazione dei recettori favorisce la eliminazione delle contratture
- l'aumento della circolazione ed il drenaggio dei fluidi interstiziali
favoriscono il recupero. Permette inoltre di raggiungere e
mantenere una grande forma fisica, ed un senso di benessere, grazie alla
secrezione di ormoni anabolizzanti naturali (testosterone e GH). Aumenta
la forza e la potenza muscolare, rafforza le strutture ossee ed
articolari.
CONTROINDICAZIONI NELL'USO DELLE PEDANE VIBRANTI Le
controindicazioni, di cui si riporta elenco nei manuali delle pedane
vibranti, sono una misura di cautela che il costruttore adotta, per
tutelarsi nei confronti di utenti che non ponessero sufficiente
attenzione alla propria condizione di salute. Tuttavia, lo zelo
interpretativo di qualcuno, potrebbe fuorviare l'utente meno smaliziato,
ed indurlo a cancellare come opportunità di allenamento la terapia delle
vibrazioni. Valutando bene tali limitazioni, ci si accorge infatti che
sono riferite a soggetti che dovrebbero cautelarsi per qualunque tipo di
attività fisica e o sportiva, e non unicamente per il caso specifico
della pedana vibrante. Quale esempio piuttosto esemplificativo si può
citare il caso dei diabetici. Questa categoria è posta tra i
soggetti per i quali l'impiego di una pedana vibrante è
controindicato. Naturalmente, se ci riferiamo ad un soggetto mal curato,
esposto quindi a facili e repentini cali glicemici, il, sia pur minimo
dispendio energetico richiesto durante l'allenamento vibratorio,
potrebbe, in alcuni limitati casi, risolversi in malessere e anche
svenimento. Ma stiamo parlando di caso limite. In linea di massima,
anzi, poichè si alza il metabolismo durante e dopo l'attività sulla
pedana, e le celle muscolari sono più sensibili alla captazione degli
zuccheri, anche in deficienza di insulina, si può ritenere utile la
pratica dell'allenamento vibratorio. Propriamente per la sua capacità di
incentivare naturalmente nell'organismo altre vie per stabilizzare il
livello di zuccheri nel sangue. Un soggetto in buona salute, non
portatore di alcuna patologia, certamente può ricavare solo benefici
dall'allenamento vibratorio. Piuttosto, si dovrà stimare con attenzione
se si è più interessati ad una pedana vibrante verticale o ad una pedana
basculante. In effetti, tra le due macchine, le differenze ci sono e
possono dirottare nettamente la scelta verso l'una o l'altra. A
riguardo, rimando al paragrafo differenze... e
si sente dire...
COSA DETERMINA IL MAGGIORE O MINORE COSTO DI UNA PEDANA Per
quanto riguarda la differenza di spesa, nel listino al pubblico, per
l'acquisto di una pedana vibrante, gli elementi per valutare e
comprendere le differenze si riconducono tutti ad un unico criterio:
ogni costruttore stabilisce di quale eccellenza debba essere il prodotto
finito. Tutte le componenti, quindi, potranno essere scelte di vario
livello qualitativo (scarso, accettabile, buono, ottimo, eccellente).
Con un esito più o meno buono in termini di realizzazione finale. Una
analisi più approfondita dei vari elementi, può aiutare a cogliere la
differenza, e capire dove il costruttore ha voluto risparmiare, oppure
sottolineare la propria qualità. Per ciascun componente fondamentale si
elencano, di seguito, le caratteristiche atte a valutarne la qualità.
. Motore: stabilità di rotazione, assenza di rumore e vibrazioni
sporche, elevato smaltimento del calore. . Elettronica: accuratezza di
montaggio, qualità della circuitazione, precisione nella erogazione
degli impulsi, elevata schermatura, pulizia e durata delle saldature.
. Telaio: qualità dei profilati, densità del materiale, assenza di
risonanze fastidiose durante il funzionamento, precisione dei punti di
giunzione, perfetta levigatura complessiva. . Elementi
ammortizzanti: qualità delle mescole e delle resine di coibentazione,
tenuta dimensionale, capacità di assorbimento, insensibilità ad
agenti aggressivi. . Software: accuratezza del progetto, possibilità
di regolazione, rispetto degli standard di riferimento, elaborazione su
base scientifica, prove di laboratorio. . Design: ergonomia,
piacevolezza al tatto dei materiali impiegati, gradevolezza estetica,
insensibilità a invecchiamento per effetto di luce e calore. .
Standard costruttivo: rispetto dei parametri qualitativi, verifica a
campione delle macchine realizzate, preparazione del personale.
. Cliente: valutazione di soddisfazione, erogazione e puntualità
assistenza, fornitura manuali di chiara lettura, supporti informatici,
assistenza telefonica dedicata.
EFFICACIA DELLE VIBRAZIONI: DOPO QUALCHE TEMPO SEMBRA RIDURSI...
La sensazione di incontrare un calo dei benefici dopo un certo numero di
trattamenti è effettivamente cosa possibile. Tuttavia non è difficile
porre rimedio, ed è importante comprendere perchè si verifica un tale
fenomeno. Il corpo umano, con il persistere di sollecitazioni
meccaniche, ma anche fisico-chimiche, va incontro ad una sorta di
adattamento. L'evento è normale e prevedibile, e come conseguenza il
trattamento viene meno percepito. I risultati sembrano affievolirsi, e
le sedute di allenamento perdono efficacia. Il fenomeno è noto come
accomodamento, e spiega la tendenza delle cellule ad abituarsi alle
sollecitazioni, e a rispondere con sempre meno vigore. La soluzione
passa attraverso una variazione dei protocolli di allenamento. Ciò dovrà
avvenire con una certa frequenza, e le modalità con cui agire sono:
- cambiare i tempi di esposizione, - variare la frequenza di lavoro
abbinata; - aumentare il periodo di riposo tra una seduta e l'altra;
- cambiare il momento della giornata in cui viene effettuato il
trattamento; - variare le posizioni, e conseguentemente gli angoli
articolari, per colpire con direzione differente le varie
porzioni muscolari. Le combinazioni ottenibili dalla miscelazione di
questi elementi consentono di contrastare efficacemente la stasi dei
risultati.
ERNIA DISCALE E USO DELLA PEDANA Non sono pochi i soggetti che
hanno sofferto, o che lamentano tuttora, fastidi derivanti da
protrusioni discali. Talvolta questi fenomeni degenerano ulteriormente
fino a generare vere e proprie ernie, con tutte le complicazioni e i
disagi che questo comporta. Ci si chiede quindi, se la pedana vibrante
può essere di aiuto, e, soprattutto, se può essere usata in tali
condizioni. Ad essere corretti, si dovrà naturalmente valutare
individualmente la situazione di ciascuno, e, in questo è determinante
il parere di chi ha in cura il soggetto, o che comunque ne segue la
attività. Ciò che si può dire con certezza è che, se la presenza di un
disturbo più o meno grave, consente in ogni caso le normali attività
quotidiane, e anche azioni moderatamente sforzate, pur se controllate,
in linea di massima non è precluso l'impiego della pedana. Si consideri
anche che, durante l'allenamento vibratorio, non si producono stress per
schiacciamento, nè forti contrazioni e allungamenti, una situazione
questa, che fornisce già una certa tutela in quanto a sicurezza di
impiego. Il ragionamento vale per le pedane a vibrazione verticale.
Diversa è la considerazione per i modelli con movimento basculante. Per
tali versioni la cautela deve essere più alta, e sono comunque da
sconsigliare quelle con ampia escursione (oltre i 5mm).
FREQUENZE E TEMPI: COME AGISCONO SULLE FIBRE muscolari e sul corpo
(dimagrimento, forza, ecc.) Premessa: spesso le indicazioni fornite
sul manuale e quelle di impostazione dei software di controllo delle
macchine non trovano una precisa corrispondenza. In molti casi può
trattarsi o di inesatta traduzione dei manuali originali o di cattiva
interpretazione da parte di chi compila i manuali in origine (spesso chi
si occupa di questo non ha specifica competenza su quanto sta
compilando). In ogni caso fornirò qui i suggerimenti per comprendere
come le frequenze lavorano. Anzitutto il parametro frequenza è
importante per definire quale tipologia di fibra muscolare verrà
massimamente interessata dalla vibrazione. Prendiamo in considerazione
le macchine più diffuse, quelle che non hanno specializzazione in ambito
terapeutico, e che quindi si rivolgono soprattutto ad un utenza privata.
Le frequenze più basse, 20-35Hz, interessano le fibre a contrazione
lenta, dette fibre rosse, che vengono coinvolte in esercizi dove la
forza non è particolarmente importante, ma lo è la durata, la
resistenza, la prestazione prolungata nel tempo. Grazie a questo
meccanismo di coinvolgimento selettivo delle fibre, si ottiene
l'incremento nella combustione di grassi depositati, e il metabolismo
basale viene innalzato, con un conseguente più elevato consumo calorico.
Allo stesso modo la circolazione periferica e il drenaggio linfatico
sono fortemente incentivati. Altra conseguenza importante è la capacità
di conservare nel tessuto muscolare una naturale propensione ad una
leggera contrazione residua, il che porta al beneficio della tonicità
muscolare. Possiamo quindi associare le basse frequenze a obiettivi di
tipo estetico, di calo del peso, di riduzione dei depositi adiposi, con
evidenti risvolti positivi sulla salute e il benessere. Le frequenze più
alte, 40-50Hz, interessano le fibre a contrazione rapida, fibre di tipo
bianco, che vengono coinvolte in esercizi dove è richiesta potenza,
velocità di esecuzione, gesto esplosivo. Questo tipo di sollecitazione
ottiene una risposta di contrazione con forte coinvolgimento muscolare,
un rapido affaticamento e una certa propensione a conservare una durezza
muscolare. La scossa metabolica che ne deriva è ugualmente molto decisa,
e a cascata si scatena la produzione di testosterone e somatotropina,
due ormoni fondamentali per incentivare la massa magra ed abbassare la
componente di grasso. Il portentoso effetto pompa che deriva dalle
profonde contrazioni muscolari porta anche ad una più diffusa
capillarizzazione , con irrobustimento dei vasi e minore tendenza alla
rottura. Altra positiva conseguenza della sollecitazione ad alta
frequenza è la generazione di endorfine, sostanze naturalmente capaci di
lenire fastidi e malesseri generali, in grado di promuovere un generale
stato di benessere, sia a livello fisico che psichico. Una ulteriore,
importante valutazione viene riservata ai tempi di trattamento. Con le
basse frequenze si privilegiano interventi di più ampia durata, con
tempi che possono raggiungere anche i 120 secondi per singola porzione
muscolare (sempre in ragione comunque delle caratteristiche di tenuta
individuale). Con le alte frequenze, per motivi legati in particolare al
recupero, i tempi si riducono notevolmente, fino ad un massimo di 60
secondi per singola porzione muscolare (e sempre in ragione delle
caratteristiche individuali). Si tenga sempre chiaro, in ogni caso,
che nel corpo umano, non esiste una distinzione netta a livello
muscolare tra fibre bianche e fibre rosse, e si potranno difatti
rintracciare anche fibre intermedie, parzialmente sensibili ad un tipo
di trattamento e all’altro. Quindi un certo distretto muscolare, che
vogliamo ad esempio trattare con obiettivi di dimagrimento, potrà trarre
giovamento anche dall’abbinamento di entrambe i protocolli, a bassa e ad
alta frequenza. Il ragionamento vale ovviamente anche per la situazione
opposta, dove una certa sezione muscolare debba essere trattata per il
potenziamento. Anche in questo caso si rivela utile applicare vibrazioni
ad alta e a bassa frequenza. Poi, naturalmente, sulla base della
risposta al trattamento che ciascun individuo potrà, e dovrà, valutare,
si potrà in seguito privilegiare le combinazioni più adatte. Questo
spiega anche perché i costruttori, prevedono sulle loro macchine
software con frequenze che variano ampiamente all’interno di uno stesso
programma. Non è quindi corretto, ed è perlomeno semplicistico, indicare
che un dato programma ha una unica ed esclusiva finalità di trattamento.
FORZA ESPLOSIVA E PEDANA VIBRANTE Le pedane vibranti concepite per
promuovere obiettivi di aumento della forza esplosiva devono anzitutto
presentare il funzionamento a vibrazione verticale. Il piatto di
appoggio deve essere di dimensioni adeguate (almeno 35x50cm), la
frequenza deve essere selezionabile fino a 40-50 Hz, la portata max deve
avere un valore elevato, a garanzia che l'accelerazione non risenta
negativamente della applicazione di carichi gravitari forti. Le fibre
veloci, del tipo bianco, coinvolte nelle espressioni di forza esplosiva,
e che sono determinanti nell'incremento di massa muscolare, possono
essere sollecitate solo alle frequenze più elevate, 30-40-50Hz, in
abbinamento ad una adeguata accelerazione verticale del piatto vibrante.
Solo così si ottiene una stimolazione profonda, con interessamento
massivo delle fibre e successivo innesco dei processi di adattamento,
che portano a loro volta all'incremento di massa muscolare e dei valori
di forza. La contemporanea presenza di questi due elementi è ancor più
legittimata dalla esigenza di colpire proficuamente i comparti muscolari
di utenti già allenati, e le cui fibre sono ampiamente sperimentate agli
stress di allenamento ad alta intensità.
PEDANE VIBRANTI E BASCULANTI: DIFFERENZE Le differenze tra le due
pedane si valutano sia in termini di realizzazione costruttiva che di
finalità di impiego. Le vibranti classiche, le prime ad essere
realizzate e vendute al grande pubblico, utilizzano la modalità di
vibrazione verticale, dove il piatto sul quale ci si appoggia muove
continuamente dal basso verso l'alto, con un su e giù ciclico, con
frequenza variabile, ed una escursione, cioè la distanza tra il punto
più alto ed il punto più basso raggiunto, di pochi millimetri. La pedana
quindi, ad un osservatore esterno, durante il funzionamento apparirebbe
sostanzialmente ferma, sebbene l'utente, in quel momento, ne avverta
distintamente il sussulto verticale. Differenziare la frequenza,
variando quindi il numero di volte che il piatto vibrante sale e scende
nell'unità di tempo, permette di ottenere obiettivi anche molto diversi,
che spaziano dalla riabilitazione post traumatica, al dimagrimento, alla
estetica, al potenziamento, nelle varie forme che tali obiettivi possono
assumere. L'allenamento neurovibrazionale può trovare applicazione sia
come unica risorsa di trattamento, che in associazione ad altri
protocolli, e quindi come complemento di altre forme di allenamento. Si
presta all'uso da parte di soggetti anziani, di soggetti non allenati,
di soggetti in sovrappeso, di soggetti con handicap traumatici. La
molteplicità delle posizioni che si possono assumere sulla pedana
consente di intervenire su distretti muscolari anche nettamente
delimitati, e permette naturalmente di variare anche l'angolo di
attacco. Una stessa porzione muscolare può quindi essere raggiunta da
esercizi differenti, ma tra loro complementari, adatti ad ottimizzare la
resa del trattamento vibratorio, e la visibilità degli effetti.
L'allenamento con le vibrazioni verticali, e tutte le sue implicazioni,
è stato in assoluto il primo ad essere studiato in ambito scientifico.
Molteplici sono le sperimentazioni condotte su tale sistema di
condizionamento, con sviluppo di macchine e software da parte di grandi
aziende del medicale e del fitness. Le basculanti, dette anche
oscillanti, utilizzano invece la modalità di vibrazione laterale, con
piano di appoggio che oscilla periodicamente da un lato all'altro,
scendendo prima a destra e poi a sinistra. Per meglio
comprenderne il meccanismo, si può suggerire l'immagine del dondolo per
bambini, dove i due bimbi sono seduti agli estremi, uno opposto
all'altro, e quando uno sale, l'altro scende. Si provi quindi, a questo
punto, a pensare di essere in piedi, al centro, su quel dondolo, ed
avvertire questo movimento di saliscendi. Immaginiamo ora di aumentare
la escursione tra punto minimo e massimo di movimento della pedana.
Supponiamo quindi il lato destro che scende, rispetto alla linea
orizzontale, di 10 cm. e, contemporaneamente, il lato sinistro che sale,
rispetto alla orizzontale, di 10 cm. E' evidente che, ponendo di essere
in piedi nel punto di mezzo della linea che collega lato destro e lato
sinistro, il movimento della pedana porterà tutto il corpo a oscillare
da destra a sinistra come fosse un pendolo. Le potenzialità d'impiego
vengono forzatamente ridotte, causa la necessaria capacità di equilibrio
che l'utente deve comunque avere per affrontare con sicurezza una seduta
di allenamento. Non si adatta quindi alle esigenze di anziani, soggetti
fortemente sovrappeso, o soggetti traumatizzati. La posizione di lavoro
consentita è praticamente solo quella eretta, altre poche limitate
posture sono possibili, ma, per ovvi motivi, questo limita
conseguentemente le aree di intervento del trattamento. Le indicazioni
d'uso fanno soprattutto riferimento a obiettivi di riduzione del peso
corporeo, e ad un generico ripristino di forma fisica. Esistono poi le
basculanti a bassa escursione, di nuovissima generazione, dove lo
spostamento è minimo e non genera assolutamente sensazioni di vertigine
o smarrimento dell'equilibrio. Il riferimento bio-dinamico di queste
macchine è il gesto compiuto dall'uomo durante la deambulazione.
L'obiettivo è stimolare quei particolari recettori presenti nel corpo
umano in grado di promuovere un generico benessere fisico, e che paiono
particolarmente legati al gesto di camminare. Queste macchine possono,
per certi versi, essere assimilate alle pedane vibranti verticali per
tipologia di trattamento ottenibile e funzionalità. La scelta quindi si
può effettuare sulla base di una personale inclinazione verso un tipo di
vibrazione o l'altra. Un ultima nota riguarda la rumorosità di
funzionamento. Una vibrante ben realizzata è pressochè esente da rumore,
sia come produzione diretta, che come fenomeno indotto dalla vibrazione.
E' invece connaturata alla basculante una certa pressione acustica,
in particolare come effetto della vistosa oscillazione laterale (fatta
eccezione per i modelli a ridotta escursione). E' infine consigliabile
appoggiare la pedana basculante su un materassino antivibrazioni (uno di
quelli impiegati per i tapis roulant).
PERCHE' LE PEDANE PROFESSIONALI COSTANO COSI' TANTO? E' POSSIBILE
ASPETTARSI PRESTAZIONI ADEGUATE IN UNA MACCHINA DOMESTICA? Un primo
importante chiarimento: le macchine destinate al mercato professionale
sono proposte a costi esageratamente alti, giustificati solo in minima
parte dalla necessità di far fronte ad un impiego di diverse ore al
giorno. Non è un segreto che, la peculiarità della destinazione
professionale, venga amplificata a dismisura , e che nulla, della
componentistica tecnica e costruttiva, può fattivamente giustificare la
spesa. Certamente vanno sommati i costi sostenuti per la ricerca, la
promozione, la rete di assistenza, la comunicazione, ecc., ma resta la
netta sensazione che il tutto rappresenti un unico grande beneficio
commerciale. E si prenda atto, anche, che l'aspettativa di un compratore
di prodotto professionale è molto influenzata dalla spesa, e tanto
questa sarà più alta, tanto di più si è portati a credere che il
prodotto sia al top per tecnologia e performance. Quindi un costo
elevato ci rassicura sul fatto che la macchina sia ben realizzata e che
soddisferà in pieno le nostre esigenze.
SI SENTE DIRE CHE LA PEDANA BASCULANTE E' MEGLIO DELLA... Come al
solito, certa stampa, pubblica informazioni del tutto inventate o
deviate, e puntualmente alcuni pseudo specialisti fanno eco alle idiozie
lette. L'allenamento vibratorio è praticato da oltre 70 anni e gli studi
e sperimentazioni fin qui realizzati si sono tutti assestati sulla
vibrazione verticale. La vibrazione laterale (basculante) è divenuto un
fenomeno recentissimo, dopo l'evidente successo di pubblico della pedana
vibrante, unicamente voluto da aziende che, per soli interessi
commerciali, desideravano poter affermare che tale modalità è più
efficace e sicura dell'altra. Ma il buon senso, e un minimo di nozioni,
spiegano che le cose stanno in modo diverso. Si pensi semplicemente a
questo: lo spostamento in verticale in una pedana a vibrazione verticale
è di soli 2-4 mm, mentre lo spostamento, dal punto più alto al punto più
basso, in una pedana basculante (del tipo spesso presente nei centri
estetici), è 10-16 mm. Si aggiunga anche che, nel secondo caso, tale
movimento avviene come su una altalena, con l'evidente effetto di
sventolamento della testa, e un forte scuotimento laterale di tutto il
corpo. Non si deve avere una laurea in medicina per capire che tale
condizione non giova affatto a chi lamenta, ad esempio, fastidi
articolari e al rachide (praticamente la quasi totalità dei soggetti che
intendono usare l'allenamento vibratorio). Ed è talmente noto questo
effetto, il quale costringe a tenersi saldamente al manubrio della
pedana, che si sconsiglia l'uso in posizioni diverse da quella eretta.
E' difatti chiara la necessità di dovere controllare continuamente la
posizione, per mantenere un equilibrio accettabile e sicuro. Si valuti
dunque, oltre alla scarsa agibilità, anche la forte limitazione di
impiego di questo tipo di attrezzo. Per contro, tra gli
impieghi delle pedane vibranti verticali, viene molto apprezzato proprio
quello di tipo riabilitativo, e terapeutico, per la sua azione dolce, ma
profonda, non lesiva di articolazioni e legamenti, e adatta al
trattamento della stragrande maggioranza di possibili utenti. Voglio
ancora aggiungere che talune aziende, oggi, si sono indirizzate a
realizzare macchine basculanti di nuova generazione, con escursione
limitata a 3-4 mm. Alla verifica dei fatti un tale spostamento non rende
impegnativo l'uso della pedana e non crea limitazioni. E nemmeno
l'utente è in grado di accorgersi di essere su una pedana basculante
anzichè vibrante. Ma allora, che senso ha? sfruttiamo tutti i benefici
dell'allenamento vibratorio con una macchina che applica in pieno tutte
le nozioni acquisite in questi 70 anni, e ne ricaveremo solo benessere.
STRETCHING E PEDANA VIBRANTE Lo stretching è una pratica
direttamente correlata alla attività fisica. Quando gli stress di
contrazione/rilascio delle fibre si sommano e sono tali da impedire un
completo rilassamento muscolare, lo stretching aiuta a liberarsi del
fastidio. Per ciò che riguarda la pedana vibrante, la esigenza di
avvalersi dello stretching può emergere solo nel caso in cui si
utilizzino frequenze elevate e tempi lunghi, protocollo tipico del
potenziamento muscolare. E proprio la pedana vibrante può essere
impiegata allo scopo, molte posizioni si possono assumere sul piatto
vibrante per favorire un efficace rilascio delle tensioni muscolari.
USARE LA PEDANA VIBRANTE CON, O SENZA, CALZATURE Con riferimento
ai modelli di pedana a vibrazione verticale, il massimo effetto di
trattamento si ottiene non interponendo alcun elemento filtrante (come
le calzature) tra piatto in vibrazione e soggetto. Come si può intuire,
indossare scarpe durante la seduta può interferire con la corretta
fruizione del trattamento. Una scarpa morbida e cedevole smorzerebbe
l'effetto vibratorio, riducendone di fatto la efficacia, e la capacità
di stimolazione profonda, mentre una scarpa troppo rigida potrebbe
enfatizzarlo in modo sconveniente, innescando fastidiosi riverberi.
In entrambe i casi pare quindi ottimale impiegare la macchina a piedi
nudi. Tuttavia esiste una terza via, che ci consente di trasformare un
fattore limitante in un vantaggio. Nel caso delle prime sedute, le
iniziali, dove l'esigenza di abituarsi a questo tipo di allenamento può
richiedere qualche cautela in più, ci si può aiutare, superando quindi
una possibile ipersensibilità di qualche utente, con una banale
accortezza. Si rivesta il piatto vibrante con un semplice telo
spugnoso, più o meno spesso, tale da attenuare nel modo desiderato la
trasmissione delle onde vibratorie, e consentire una pratica
confortevole dell'allenamento a qualunque soggetto.
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