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Guida elettrostimolatori |
DescrizioneQuesta guida all'uso di elettrostimolatori non esaurisce le tematiche toccate, nè rappresenta un punto di riferimento assoluto. Quanto vi è riportato è la raccolta di varie esperienze, tra cui quelle di noi professionisti del settore, e quelle di alcuni appassionati privati. Il solo scopo è di fornire suggerimenti e spunti per meglio comprendere alcuni aspetti del mondo della elettrostimolazione. Modasport non si assume alcuna responsabilità per danni a cose o persone che dovessero derivare dalla applicazione di quanto qui descritto. |
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Cellulite ed ultrasuoni Correnti esponenziali Contrazioni muscolari: come ottenere il massimo effetto Elettrodi: come utilizzarli al meglio Fasce elastiche conduttive: come e quando usarle Linfodrenaggio: ems o tens? Stasi dei risultati: come fare |
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CELLULITE ED ULTRASUONI I trattamenti con ultrasuoni per finalità anticellulite consentono di: attivare il metabolismo locale per favorire il corretto drenaggio di residui catabolici e l'assorbimento dei nutrienti, mobilizzare il grasso cutaneo e sottocutaneo per reindirizzarlo nel flusso di eliminazione, riprendere la elasticità dei tessuti impedendo la formazione di grumi, consentire una efficace penetrazione dei tessuti al fine di veicolare in profondità emulsioni e preparati di cosmesi, realizzare il micromassaggio tissutale e molto altro. un'azione efficace nei confronti del problema cellulite deve prevedere punti di attacco con differente angolazione, anche i trattamenti volti a migliorare il rilassamento muscolare, presenti, sono da intendersi come fondamentali in questa ottica. spesso contrazioni muscolari residue, ad esempio dovute a posture non corrette e/o a stress particolari, fisico-emotivi, impediscono ai programmi di estetica di svolgere la loro azione con il 100 per cento di efficacia. |
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CORRENTI ESPONENZIALI Le correnti esponenziali utilizzate per il trattamento dei muscoli denervati sono utilizzate tramite programmi di gestione che intervengono in automatico su frequenze e tempi, secondo i parametri decisi dal costruttore, e maturati in seguito alla esperienza diretta e di laboratorio. |
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CONTRAZIONI MUSCOLARI: COME OTTENERE IL
MASSIMO EFFETTO E' essenziale fare una considerazione preliminare relativa alla macchina in uso. Si prendo per scontato che sia un elettrostimolatore a norma, in grado di erogare correnti con forma d'onda bifasica quadra compensata. In tale caso la contrazione avviene per eccitazione delle fibre muscolari raggiunte dall'impulso elettrico. Se queste non vengono perfettamente colpite la contrazione può avvenire parzialmente o non avvenire. Si tratta di posizionare correttamente gli elettrodi. In particolare il polo positivo (contrassegnato dal rosso o dal +), collegato ad elettrodo piccolo, deve allocarsi sul ventre del muscolo da trattare, mentre il polo negativo (contrassegnato dal nero o dal -), collegato ad elettrodo grande, deve allocarsi alla estremità terminale del muscolo da trattare. In genere le foto inserite sul manuale sono un buon aiuto per individuare in linea di massima la posizione, anche se potrebbe rivelarsi necessario spostare gli elettrodi per ottenere un risultato ottimale. Per venire in aiuto a tale esigenza si può fare uso della penna cercapunti (utilizzabile su qualsiasi stimolatore che presenti un programma di riscaldamento o capillarizzazione), semplice da usare e perfetta nel rintracciare il punto ottimale di applicazione dell'elettrodo positivo. |
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ELETTRODI: COME UTILIZZARLI AL MEGLIO Avere particolare cura nell'applicazione e nella conservazione degli elettrodi può rivelarsi di grande vantaggio per ottimizzare la resa dei trattamenti e prolungare la vita stessa degli elettrodi. Anzitutto, al termine del trattamento, sugli elettrodi vanno riapplicate le pellicole di protezione nella medesima posizione in cui erano all'inizio, e quindi riposti nella loro bustina chiusa all'interno del vano verdure del frigorifero. Si raccomanda di non impiegare lo stesso elettrodo su soggetti diversi, poichè andrebbe incontro ad usura precoce (meno della metà dei trattamenti possibili). Per i programmi che prevedono impulsi elettrici con obiettivi di superficie (come lipolisi, drenaggio e similari), è opportuno valutare l'acquisto di fasce in neoprene con elettrodi annegati, di durata elevata e che consentono di ottenere una area di intervento più ampia. Altra considerazione banale, ma spesso sottovalutata, riguarda il rispetto della polarità. Affinchè il campo elettrico generato dagli impulsi di corrente abbia la corretta dimensione, e quindi efficacia, gli elettrodi più piccoli (di forma quadrata) vanno collegati al polo positivo (+), mentre gli elettrodi più grandi (di forma rettangolare), vanno collegati al polo negativo (-). Posizione degli elettrodi. E' fondamentale posizionare gli elettrodi facendo riferimento alle immagini solitamente allegate al manuale, sempre ricordando che da soggetto a soggetto potrà accadere talvolta di dover modificare leggermente la posizione, in funzione delle caratteristiche individuali. Allo scopo di individuare senza dubbi la posizione si può utilizzare la penna cercapunti, utilizzabile anche su macchine che non prevedano il programma di ricerca punti specifico. Va detto tuttavia che tale esigenza va rispettata solo per i trattamenti dove gli impulsi afferiscono le fibre muscolari direttamente (come per i programmi di forza, resistenza e similari). Per i programmi estetici è possibile collocare gli elettrodi dove più lo si ritiene opportuno, evitando comunque di porli a distanze eccessive. Nel momento in cui gli elettrodi daranno segnale di usura e scarsa conduttività (il fenomeno si evidenzia con un effetto puntura durante il trattamento), si potrà prolungarne l'efficienza per qualche seduta ancora, applicando una-due gocce di gel conduttivo sulla superficie. Tale operazione va effettuata poche applicazioni prima del completo esaurimento funzionale. Nel caso specifico la peluria peggiora le condizioni di impiego ed accorcia presumibilmente la durata complessiva, si consiglia quindi una rasatura. Il gel in ogni caso consente di distribuire in maniera uniforme l’erogazione di corrente, tuttavia non agevola l’adesività. Tale problema si può risolvere trattenendo gli elettrodi con banali elastici o nastro adesivo. |
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FASCE ELASTICHE CONDUTTIVE Tale accessorio va impiegato solamente per trattamenti di tipo estetico o antalgico, dove l'impulso elettrico rimane in superficie, e non compaiono quindi contrazioni muscolari. I trattamenti che solitamente possono impiegare le fasce elastiche conduttive sono lipolisi, drenaggio, endorfinico. Sulla superficie da trattare va accuratamente disteso un velo di gel conduttivo che assicuri omogenea distribuzione del flusso elettrico. |
| LINFODRENAGGIO:
EMS O TENS? I trattamenti di superficie, la cui finalità è funzionale e soprattutto estetica, è il caso ad esempio del linfodrenaggio, si realizzano solitamente con correnti tens, poichè non è voluta la eccitazione delle fibre muscolari sottostanti, che comprometterebbe il buon esito del trattamento. Con la corrente ems la stimolazione elettroindotta agisce in profondità, colpisce i recettori nervosi muscolari, ed ottiene i vistosi accorciamenti di fibre. In modalità tens quindi, tale fenomeno non si evidenzia , anche se talvolta si accompagna ad una sensazione di formicolio. Può accadere in particolare con alta intensità di corrente applicata, e con la scelta di frequenze troppo alte. Non è una sensazione da ricercare a tutti i costi per giudicare un buon intervento. L'utilizzo di fasce bagnate (valido solo per trattamenti di superficie e assolutamente da evitare per i protocolli di stimolazione della forza in tutte le sue varianti) serve ad estendere l'area interessata dal trattamento, e ciò porta naturalmente a ridistribuire, e ridurre, l'entità della corrente applicata. Viene quindi ulteriormente affievolita l'eventuale sensazione di formicolio. Lo stesso risultato si ottiene raddoppiando i canali su ciascuna uscita, la corrente viene frazionata, e con essa la intensità applicata. |
| STASI DEI RISULTATI: COME
FARE Taluni soggetti lamentano un calo dei risultati, una volta raggiunto un certo livello di stimolazione. Ciò è vero e si spiega con la necessità, per l'organismo, di trovare nuovi e più profondi stimoli, al fine di raggiungere maggiori risultati. A perfezionarne la giusta risposta concorrono due fattori: 1) stimolo ad elevata intensità; 2) recupero. La elevata intensità si gioca naturalmente su correnti più elevate (valore indicativo di scala da 70 a 90-100). L'erogazione di impulso dovrà essere breve, seguita da una pausa piuttosto lunga, prima della nuova erogazione. Il recupero è ciò che effettivamente consentirà alle fibre muscolari di guadagnare, sotto il profilo della densità, del volume, della forza, della qualità. Solamente nel periodo di recupero il corpo può provvedere a dare una risposta completa alla domanda anabolica generata dalla stimolazione profonda, grazie ad un effetto di sovracompensazione. E questo fenomeno richiede tempo. Il che si esplicita in assoluto riposo, in condizioni di totale assenza di stimolazioni ulteriori, che ne ridurrebbero, o annullerebbero, la riuscita. Si comprenderà quindi che le sedute di allenamento dovranno ridursi, prima a 3, poi a 2 per settimana. Mano a mano che la stimolazione si fa più forte ed intensa, si ridurranno parimenti i tempi di esposizione allo stimolo e la frequenza settimanale. |
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