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Accessori, ricambi, assistenza e servizi per il fitness e la palestra. Via Costa 119 - 61122 Pesaro

Guida attrezzi fitness palestra

Descrizione

Questa guida per una migliore comprensione del funzionamento e della manutenzione di attrezzature fitness e palestra non esaurisce le tematiche toccate, nè rappresenta un punto di riferimento assoluto. Quanto vi è riportato è la raccolta di varie esperienze, tra cui quelle di noi professionisti del settore, e quelle di alcuni appassionati privati. Il solo scopo è di fornire suggerimenti e spunti per meglio comprendere alcuni aspetti nell'uso degli attrezzi per palestra e body building. Modasport non si assume alcuna responsabilità per danni a cose o persone che dovessero derivare dalla applicazione di quanto qui descritto.

Clicca sul tema di tuo interesse.

Attrezzi, uso e fastidi alla schiena
Barra a muro, come montarla
Cyclette magnetiche, come funzionano
Cyclette magnetiche, migliorare la scorrevolezza
Ellittiche, come interpretare il peso del volano
Ellittiche e fondo
Esercizi con cavigliera e ex ernia
Palestra in casa, cosa inserire
Panca inversione, come usarla
Spin bike o cyclette
Spin bike con ruota fissa o libera
Stazioni multiuso, cavo di ricambio
Stazioni multiuso, valori di carico
Stazioni multiuso, effettiva resistenza del carico
Stepper, cavo di ricambio
Tapis roulant, centratura, tensione e lubrificazione nastro
Tapis roulant, come valutarne le caratteristiche
Tapis roulant, la manutenzione periodica
Tapis roulant, nastro di ricambio
Tapis roulant, ridurre la rumorosità
Vogatore a filo o a bracci laterali

 

ATTREZZI E FASTIDI ALLA SCHIENA
Come è possibile conciliare l'esigenza di praticare attività fisica utilizzando un attrezzo cardio fintess domestico, ed evitare il fastidio di malesseri di varia natura, specie in zona lombare? fatta premessa che il suggerimento che andrò ad esprimere non vale come prescrizione medica, nè intende sostituirsi alle valutazioni di specialisti del settore, può considerarsi come validissima alleata per affrontare il problema una macchina aerobica come la ellittica. Spesso suggerita per la sua capacità di stimolare un forte innalzamento metabolico nell'utente, e quindi promuovere la riduzione degli accumuli adiposi e il calo ponderale, va anche segnalata per il suo innato equilibrio di funzionamento. La posizione che naturalmente si assume durante la pratica su un attrezzo di questa natura (a patto che sia ben realizzato, ad es: horizon) porta ad impostare spontanee traiettorie correttive, in grado di non favorire il disturbo, o addirittura di compensarne gli squilibri che lo generano. La distribuzione delle forze in gioco su un percorso ellittico ottimizzato non accentua il carico gravitario, specie a carico di bassa schiena e articolazioni, dovuto al movimento, e permette una fruizione regolare dell'esercizio. Il registro di sforzo previsto sulla macchina, unitamente al buon sistema di ripartizione delle forze agenti per la resistenza, consente di finalizzare l'allenamento, prima per il dimagrimento, e successivamente per il potenziamento muscolare.
BARRA A MURO: COME APPLICARLA
Per l'applicazione della barra a muro sono sufficienti 4 tappi ad espansione in metallo da 10mm. Si consiglia l'uso del tipo con la testa esagonale, chiave 13, che consente di stringere agevolmente. Il foro va praticato con cautela, utilizzando una punta da 10mm specifica, inumidita con acqua, evitando di slabbrare l'apertura. A questo punto si procede inserendo il tappo ad espansione già leggermente avvitato (ovviamente dopo che sarà passato attraverso il foro della staffa di montaggio, e ovviamente tutti e quattro) nel foro praticato sul muro. Se tutto è stato fatto correttamente, ci si dovrà aiutare con dei colpetti di martello per spingere bene in profondità il tappo. Ora si potrà stringere, sempre con cautela, fino a sentire il giusto mordente sulla parete. Queste istruzioni di montaggio si adattano a molte situazioni, con pareti di spessore diverso e senza causare problemi di tenuta.
CYCLETTE MAGNETICHE: COME FUNZIONANO
La resistenza nelle bike magnetiche viene generata dall'avvicinamento del gruppo statore, composto da magneti, al volano rotore (in ferro). il fenomeno della attrazione magnetica agisce quindi come freno sul movimento rotazionale del volano. alcune bike più prestazionali sono dotate di serzoassistenza elettrica che permette di regolare la distanza magneti/volano con l'aiuto di un motorino elettrico pilotato direttamente dalla console.
CYCLETTE MAGNETICHE: QUANDO LA SCORREVOLEZZA E' SCARSA
Anzitutto va chiarito che l'intero sistema di trasmissione nella cyclette magnetica è soggetto ad un periodo di rodaggio. In questa fase i cuscinetti, le boccole, e l'intero movimento centrale, costituito da corona, perno e pedivelle, necessitano di correre per diverse ore, al fine di omogeneizzare la loro resa. Le irregolarità, pur minime, presenti sulla superficie di tutti i componenti, aggiungono attrito al sistema, e possono virtualmente annullarsi, e quindi consentire una migliore scorrevolezza dell'insieme, solo raggiungendo per diverse volte le temperature più alte. Ciò accade solo quando la rotazione dei pedali ha una durata di almeno 20-30 minuti e con registro di carico medio. In secondo luogo è possibile registrare in modo differente la posizione di attacco della barra dei magneti. Si tratta di agire sulla vite di registro del filo di comando (allocata all’interno e quindi accessibile smontando i carter di protezione). Questa permette di allontanare la barra di magneti dal volano, e quindi ridurre la forza magnetica di attrazione, ottenendo una minore resistenza iniziale. L’ultimo intervento possibile, sempre in un’ottica di miglioramento della scorrevolezza, riguarda la corretta tensione della cinghia di trascinamento. Questa, nella zona centrale, collocata sul tratto compreso tra pignone posteriore e corona, deve consentire una escursione di circa 2-3cm, tra punto più alto e punto più basso. Tale escursione si valuta premendo con un dito sul tratto di cinghia sopra indicato. Talvolta, sul tratto di cinghia in esame, è presente un meccanismo intermedio, costituito da leveraggio e rotella abbinati. Viene posto per garantire la giusta tensione nel tempo, anche quando la cinghia tenderà naturalmente ad allentarsi. Nel caso, comunque, che la cinghia, nel suo complesso, risulti eccessivamente tesa, si dovrà agire sui piccoli dadi di registro posti ai lati del volano. Allentando i dadi, più grandi, che serrano il volano sul telaio, si potrà quindi intervenire per allentare la tensione della cinghia.
ELLITTICA: QUANTO CONTA IL PESO DEL VOLANO
Una macchina come la ellittica, che viene realizzata soprattutto per finalità aerobiche, deve poter offrire una buona/ottima fluidità di funzionamento, allo scopo di consentire sedute impegnative ma senza irregolarità di rotazione. Tale caratteristica si avverte nettamente in particolari condizioni di registro del carico, tipicamente in posizione media e medio/massima. Si sottolinea spesso quanto sia fondamentale il volano, che è ritenuto l'elemento centrale del sistema di funzionamento. Si avverte che, se questo elemento è troppo piccolo, si andrà incontro ad un movimento ellittico privo di piacevolezza e ruvido, impastato. Tali considerazioni valgono ancor di più se il soggetto che si allena ha peso corporeo sotto o prossimo ai 50kg. Si crea difatti una sinergia di funzionamento uomo/macchina dove il peso del primo può influenzare notevolmente la fluidità di rotazione. Attenzione tuttavia, alla reale qualità costruttiva di questo componente. Molte aziende, infatti, dichiarano valori più alti di quelli effettivi. Lo scopo è duplice: vantare il pregio costruttivo e coprire i difetti di irregolarità e sommarietà del sistema dei leveraggi interni e della distribuzione delle forze. Inoltre il processo di realizzazione è determinante. Sappiamo che un volano di peso ipotetico pari a 10-14kg, costruito sommariamente, non equilibrato, e non sottoposto a controllo di bilanciatura per favorire una corretta disposizione delle forze che si vengono a creare durante la rotazione, risponde in modo inappropriato. La sensazione che se ne ricaverà è di volano sottodimensionato, molto suscettibile, ed incapace di mantenere una piacevole fluidità di rotazione, specie sotto stress di carichi elevati. Un volano di peso dimezzato, 4-6kg, ma costruito secondo canoni di qualità e performance, darà netta la sensazione di grande corposità e rotondità, riuscendo a gestire al meglio pressioni elevate e forti stress da carico. Si aggiunga inoltre la importanza fondamentale che assumono i cuscinetti sui quali poggia la massa volanica. Anche in questo caso, cuscinetti di poco valore, non saranno in grado di tollerare alti regimi di rotazione, nè carichi pressori elevati. La difficoltà a smaltire adeguatamente il calore generato dal movimento porterà l'utente ad avvertire un movimento legnoso, impastato, ben lontano dalla fluidità necessaria a consentire sessioni di allenamento faticose ma scorrevoli. Ancora, le traiettorie scelte dal costruttore per il movimento delle pedane, possono determinare, o meno, la sublimazione degli sforzi compiuti nel realizzare volano e cuscinetti di qualità. Le leve di articolazione devono poter esprimere al meglio le potenzialità dell'utente, senza tuttavia interferire minimamente con la naturalità del gesto biomeccanico. La giusta impostazione del passo che la ellittica permette di ottenere, favorisce la più ampia estensione/contrazione muscolare dei vari distretti e protegge articolazioni e tendini da inutili stress. A questo si aggiunga che l'impiego di componenti non in grado di rendere e mantenere fluido il movimento, anche a rotazioni elevate (ricordiamo che la temperatura di tutto il sistema sale notevolmente durante l'esercizio), può compromettere ogni sforzo produttivo. Ciò richiede una vera maestria progettuale e costruttiva, capace di coniugare precisione e cura industriale con costo finale accessibile ad un grande pubblico. Inutile dire che tali capacità sono espressione di poche aziende. 
ELLITTICA E FONDO
L'attività praticata sulla ellittica indubbiamente sollecita gli stessi distretti muscolari impegnati nella disciplina dello sci di fondo. Il tipo di condizionamento che se ne può ottenere ha risvolti assai positivi tuttavia per qualunque altra disciplina sportiva di tipo aerobico, dove prevalga lo sforzo prolungato. Nel caso specifico il gesto dinamico si avvicina fortemente a quello espresso nel fondo e naturalmente favorisce un buon ritorno di prestazione. L'unica limitazione è la misura del passo che la ellittica consente di compiere. Le macchine con passo ridotto non mettono l'atleta nella condizione di sfruttare pienamente i benefici di questo allenamento e possono compromettere la riuscita di un piano di allenamento.
ESERCIZI CON CAVIGLIERA ZAVORRATA ED EX ERNIA INGUINALE
L'impiego di cavigliere zavorrate per esercizi blandi come passeggiare non pare possa innescare recidive. La situazione è diversa invece per ciò che si riferisce ad esercizi compiuti in via stazionaria, con l'aggravante di pesi aggiuntivi, dove l'assenza di una resistenza omogenea e regolare (offerta invece dalle macchine) può promuovere situazioni con livello di rischio non facilmente calcolabile (si pensi agli slanci), e quindi in sostanza da evitare.
PALESTRA IN CASA: COSA INSERIRE
Lo spazio da destinare alla realizzazione di una palestra domestica può variare da pochi metri quadrati a 20-30. Ciò che conta in ogni caso è che sia ben ventilato l'ambiente, e consenta di perfezionare i processi metabolici di riduzione degli accumuli adiposi. Questi si attivano con un tipo di allenamento aerobico blando perseguibile attraverso l'impiego di tapis roulant, ellittiche, cyclette. La sequenza non è casuale poichè rispetta l'ordine di importanza in termini di efficacia dell'allenamento che si può ottenere con questi attrezzi. L'andatura blanda consiste nello sviluppare un gesto costante e regolare, (alla velocità di circa 4-5 km/h sul tapis e 15-20 km/h su ellittiche/cyclette) per periodi tra i 40-60 minuti. Sotto il profilo della tonicità muscolare (primo passo verso l'acquisizione di forza e densità) ciò si potrà ottenere con la sollecitazione meccanica della resistenza contro pesi, come avviene su stazioni multiuso e panche pesi. La prima soluzione vanta ottime possibilità operative per varianti di esercizio e facilità di regolazione della resistenza, oltre alla piacevole fluidità costante dei dispositivi di scorrimento. L'area addominale potrà essere sollecitata in modo adeguato e sicuro con un attrezzo come ab king pro, con intervento puntuale sulla parete addominale e protezione della sezione lombare e cervicale, senza innesco di fastidiosi riverberi post esercizio. Allo scopo di ottimizzare ulteriormente la varietà di esercizio, si consideri l'aiuto che può dare una panca gravitazionale. Tale dispositivo esiste da oltre 20 anni, tra le sue prerogative un netto miglioramento circolatorio periferico e centrale, il potenziamento dei processi di drenaggio dei metaboliti residui (ritenzione di liquidi, cellulite, adiposi), il rilascio delle tensioni muscolari a vario livello (eliminazione dei fastidi da contratture residue), l'alleggerimento dei carichi discali e la riomogeneizzazione delle pressioni intervertebrali (allungamento colonna, capacità respiratoria, affanno, ecc.). 
SPIN BIKE O CYCLETTE?
La differenza di sostanza tra i due attrezzi va cercata nella impostazione complessiva del telaio: sportiva, agonistica nel primo caso, relax, turistica nel secondo. Tipo di profilato ad alta sezione e volano di grandi dimensioni consentono di ottenere sulle spin ottima rigidità strutturale adatta ad affrontare carichi di lavoro elevati ed elevate forze di spinta sui pedali. E' anche possibile lavorarci in piedi con sicuro appoggio sul manubrio la cui sagoma permette una corretta distribuzione dei pesi e quindi una proficua spinta sulle pedivelle. La cyclette punta invece ad ottimizzare il comfort (ricordiamo che le spin hanno sellini da corsa con esigua superficie di appoggio) con impostazione volta a mantenere una corretta postura ed un appoggio gradevole anche per sedute di lunga durata. Il sistema meccanico di simulazione della salita si avvale di resistenze magnetiche che favoriscono ottima scorrevolezza e silenziosità. Per un impiego ancor più piacevole e stimolante alcune consolle sono provviste di computer programmabili che agiscono in modo interattivo con l'utente, incrementando o diminuendo lo sforzo fisico dell'atleta, in relazione al suo affaticamento fisico. Ciò avviene grazie a lettori di pulsazioni cardiache collocati in genere sul manubrio o da indossare sul torace.
TAPIS ROULANT: CENTRATURA, TENSIONE NASTRO, LUBRIFICAZIONE
E' prassi abituale che dopo qualche tempo di impiego della macchina, il nastro tenda a spostarsi dalla sede ottimale di scorrimento e si allenti. Questo dipende dal peso dell'utilizzatore, il numero di utilizzatori, l'assenza di lubrificazione, il non corretto appoggio sulla superficie durante la corsa, nonchè l'impiego di calzature inadeguate. Le attenzioni per il buon funzionamento del tapis sono essenzialmente due: 1) lubrificazione con olio siliconico spray specifico, e 2) tensionamento/centratura del nastro di scorrimento. Per il punto 1 sarà sufficiente sollevare lateralmente (con utensile in plastica tipo cucchiaio) il nastro, in due-tre punti nella sua lunghezza, prima sul lato dx poi su quello sx, e irrorare l'area così raggiunta con l'olio spray (dotato di cannuccia), evitando accuratamente di usare lubrificanti tipo svitol, che formerebbero una pasta su rulli, nastro e pedana, con l'esito di rallentare fortemente la corsa del nastro e procurare problemi di surriscaldamento al motore. Per il punto 2, con l'aiuto di una chiavetta a brugola (meglio due), si registrano la posizione dei due rulli di trascinamento, l'uno posto ai piedi della macchina, e l'altro posto a monte (questo raggiungibile smontando il carter di protezione superiore). Agendo sui rulli si determina la maggiore/minore tensione del nastro e la sua centratura. La prima azione prevede un allentamento (rotazione antioraria con la chiavetta esagonale di registro) dei bulloni sul lato in cui il nastro tende ad avvicinarsi al bordo. Successivamente fare scorrere il nastro a circa 3km/h, quindi agire sui bulloni di regolazione dei rulli, cautamente, per non più di un quarto di giro per volta su ciascuno, fino ad osservare la centralità di scorrimento. Verificare che mantenga tale posizione con velocità sempre maggiori, fino a quella massima. Dopo l'intervento di regolazione provare a fermare con le mani il nastro in corsa, velocità circa 3km/h, appoggiandosi ad esso come se si volesse fare delle flessioni a terra. La tensione dovrà essere incrementata/decrementata fino al punto in cui (e non oltre) il nastro smette di slittare sotto la pressione esercitata dalle mani (sulle quali grava il peso del corpo in quel momento). Un ulteriore verifica camminando sul nastro ad andature differenti potrà confermare la efficacia delle regolazioni.
PANCA INVERSIONE: COME USARLA
Le indicazioni d'uso per la panca ad inversione sono piuttosto semplici ma anche una certa attenzione e cautela. L'obiettivo finale è di stazionare nella posizione di verticale assoluta per un periodo di circa 5 minuti max, e a questa condizione si giunge solo dopo circa 30-60 gg di impiego regolare e quotidiano. In ogni seduta di allenamento si procede all'esercizio con cautela, sostando gradualmente nelle posizioni intermedie di rotazione. Esempio 0 gradi (pos. orizzontale), poi a 20 gradi, poi a 45 gradi, poi a 60 gradi ed infine a 90 gradi. Ad ogni sosta si dedicano circa 20-30-40 secondi (secondo le esigenze individuali), come momento di adattamento dell'organismo e di preparazione allo stadio successivo. La posizione finale, 90 gradi, viene mantenuta le prime volte per 10 secondi, poi se ne incrementa la durata di 5 secondi al giorno. Naturalmente alcuni individui potranno incrementare più velocemente e altri più lentamente. Uguale attenzione va posta nella fase di risalita, sempre stazionando nelle posizioni intermedie per i periodi indicati, e favorire quindi un nuovo adattamento al percorso inverso. Le sedute dovranno attuarsi lontano dai pasti e preferibilmente nella serata.
STAZIONI MULTIUSO: VALORI DI CARICO
Le stazioni multiuso in realtà producono resistenze diverse rispetto al monte pesi effettivamente presente sulla macchina. In relazione ai dispositivi utilizzati, nella maggior parte dei casi i valori max di resistenza avvertiti dall'utente possono variare dal 20% al 50% in più di quanto indicato sulla piastra selezionata. Poichè struttura del telaio e sistema di ripartizione del carico sono solitamente sovradimensionati, è possibile su mole macchine aggiungere al carrello semplici dischi di ghisa, per incrementare il carico di base. Per farlo basta utilizzare una forchetta di selezione più lunga, che potrà essere realizzata anche con del semplice tondino tagliato a necessità, questo verrà quindi utilizzato come perno di caricamento aggiuntivo.
EFFETTIVE RESISTENZE SU MULTIUSO
Nelle macchine multiuso dove, per motivi costruttivi sono presenti diversi rinvii, la risultante di forza gravitaria (il peso che si avvertirà come resistenza durante l'esercizio) viene ottentuto moltiplicando il peso di partenza per un certo fattore. quindi un carico di partenza di, ipotesi, 50 kg risulterà approssimativamente pari a 70 kg. è chiaro che una macchina con un pacco pesi di partenza più sostanzioso potrà realizzare resistenze effettive ben più corpose. 
PIGNONE CON RUOTA FISSA O LIBERA?
Le cyclette, i cicloergometri ed in particolare le spin bike, possono montare nella trasmissione due tipi di dispositivo: a) pignone con ruota fissa, b) pignone con ruota libera. Nel primo caso, da un punto di vista pratico, si ha la rotazione del volano vincolata a quella dei pedali. Ciò implica che, volendo rallentare o fermare il movimento delle gambe, e quindi dei pedali, questi sarebbero trascinati dalla rotazione inerziale del volano. Questo è un aspetto di particolare rilevanza per un attrezzo come la spin bike, dove la massa inerziale è elevata, e un impiego non accorto potrebbe tradursi in infortunio. Per volani di medio-basso peso (6-8kg) il problema in tal senso è irrilevante, ed anzi, in taluni casi, potrebbe essere di aiuto per conferire una certa corposità di rotazione a volani troppo piccoli. Viceversa, quando nel sistema di trasmissione è presente il pignone con ruota libera, pedali e volano possono ruotare senza vincoli di trascinamento, garantendo in assoluto la maggiore garanzia di sicurezza, specie per l'impiego di spin bike. Va anche precisato che, volendo impiegare la spin per esercizi che prevedono di pedalare in piedi, è necessario avere la rotazione vincolata, e quindi la presenza di pignone a ruota fissa. Non si otterrebbe altrimenti il mantenimento della fluidità necessaria. 
COME VALUTARE  LE CARATTERISTICHE DEL TAPIS ROULANT
Per acquistare un tapis roulant in grado di soddisfare le proprie aspettative è necessario comprenderne bene le caratteristiche, in particolare il loro significato nell'uso pratico. 
Motore. Il valore che identifica un motore è in primo piano la potenza in continuo, espressa in hp (cavalli). Tale valore generalmente può variare da 0,8 a 3,0, ed esprime la potenza effettivamente disponibile a qualunque regime di rotazione. Il valore di picco, decisamente più alto rispetto al precedente, indica invece la potenza massima che riesce ad esprimere al massimo regime di rotazione. Poichè tale regime raramente viene raggiunto durante l'uso abituale, un valore alto in tal senso non conferisce maggior pregio alla macchina. Una reale differenza qualitativa esiste tra motori di tipo commercial (per così dire professionali) e motori di tipo standard. A parità di potenza in continuo, un motore commercial offre maggiore fluidità e regolarità di rotazione intrinseci, bassissima rumorosità e assenza di vibrazioni, coppia più generosa (che significa una trazione più stabile ed omogenea, anche in condizioni particolari d'uso come bassa velocità ed elevato peso dell'utente), componenti interne di maggiore qualità e superiore durata. 
Nastro. Le dimensioni del nastro sono andate sempre più incrementando nel tempo, in taluni casi senza una vera ragione funzionale. Difatti raggiunta una certa ampiezza e profondità, che naturalmente sono in relazione alle prestazioni massime della macchina, non si aggiungono vantaggi significativi. Per contro si ha un maggiore assorbimento di potenza a causa della maggiore superficie del nastro e della maggiore sezione dei rulli.
Sistema ammortizzante. Questo è un aspetto che va attentamente considerato. Oggi quasi tutte le pedane prevedono dispositivi ammortizzanti (solo le più scadenti ne sono prive), ma il livello di assorbimento dell'impatto può essere molto diverso. I benefici sono essenzialmente da porre in relazione alla salute di articolazioni e tendini. Specialmente per soggetti in sovrappeso, e soggetti che amano correre, specie se con sedute di media lunga durata, la catena cinetica che va dal piede all'anca sottopone l'organismo ad un forte stress articolare, con riverberi fastidiosi come tendiniti, infiammazioni e dolenze di varia natura. Le soluzioni più a buon mercato utilizzano 4-6 tamponi in materiale gommoso, interposti tra pedana di camminamento e telaio. Va da sè che l'effetto ammortizzante è poco avvertibile e il cedimento lungo la superficie è poco omogeneo. Soluzioni più efficaci fanno impiego di celle ad aria combinate agli elastomeri a cedimento differenziato, ed in taluni casi è anche possibile intervenire sulla regolazione, per ottenere minore o maggiore rigidità.
Pedana. Anche questa assume importanza decisiva nella fruizione del tapis roulant, per ciò che riguarda comfort e sicurezza. Le migliori pedane sono realizzate con fogli di fibra legnosa sovrapposti, adatti ad ottenere diversi gradi di cedimento, con un effetto sinergico al sistema ammortizzante. La pedana quindi partecipa attivamente all'assorbimento dell'impatto, distribuendo su una superficie più ampia possibile la pressione del piede. Le pedane di bassa gamma sono invece realizzate con composti truciolari privi di omogeneità e scarsamente propense ad assorbire e redistribuire l'impatto. Altra caratteristica importante è la qualità del rivestimento di superficie, la parte cioè che viene direttamente a contatto con il nastro. Questa deve essere di materiale resistente all'usura, scorrevolissimo, e privo di rugosità. I piani migliori sono pretrattati con lubrificanti ad elevato fattore di scivolamento, e prevedono che la tavola sia trattata su entrambe i lati (esaurito uno dei due lati sarà quindi possibile rinnovare il piano di scorrimento semplicemente capovolgendolo). 
Rulli di trascinamento. Sulle macchine di maggior pregio sono normalmente sovradimensionati, ma anche quelli con sezione standard non creano in genere problemi particolari, la maggior misura può dare qualche garanzia in più sotto il profilo della silenziosità di rotazione.
Inclinazione elettrica. Camminare o correre sul piano inclinato, relativamente al numero di gradi di inclinazione, porta una sollecitazione sempre più evidente, man mano che l'inclinazione aumenta, dei gruppi muscolari facenti capo ai glutei e alla sezione femorale degli arti inferiori (il posteriore della coscia). Oltre naturalmente ad un maggiore affaticamento aerobico. Su talune macchine di prezzo più contenuto è possibile intervenire sulla inclinazione manualmente, stabilendo il grado di pendenza prima di salire sul nastro. Tuttavia si rivela una soluzione poco praticabile poichè: 1) è necessario comunque effettuare un primo periodo di alcuni minuti sul piano orizzontale prima di incrementare l'inclinazione, e risulta alquanto scomodo dovere scendere dalla pedana in pieno riscaldamento per intervenire sulla regolazione; 2) la possibilità di intervenire sulla inclinazione durante la seduta è un fattore motivazionale di non poco conto, che può spingere a lavorare con maggiore efficacia e soddisfazione, specie se previsto dai programmi automatici di esecuzione; 3) rende praticamente impossibile realizzare sedute di condizionamento aerobico che prevedano l'alternarsi di piano orizzontale ed inclinato in successione rapida.
Consolle elettronica. C'è un fiorire continuo di gadget e finestre lcd che offrono la lettura dei più svariati parametri, ma i valori realmente di interesse per l'utente sono pochi: velocità in km/h, tempo, calorie consumate mediamente, distanza percorsa in km, pulsazioni cardiache. Quest'ultimo dato va certamente sottolineato. Per provvedere alla sua lettura vengono utilizzati quattro sistemi: clip da agganciare al lobo dell'orecchio (poco puntuale ed utilizzabile solo da fermo), sensori palmari (discreti come efficacia di lettura, ma scomodi per la posizione che obbligano a tenere sui corrimano), sensori digitali (in questo caso è sufficiente appoggiare il pollice su un apposito sensore) e lettori con fascia telemetrica da indossare sul torace (la più efficace e veritiera lettura del pulse).
Portata max. E' questo un aspetto da non sottovalutare. Se l'utente che decide di acquistare un tapis roulant ha un peso corporeo di 80kg, e la portata max della macchina scelta è pari a 100kg, si può certamente ritenere che il limite massimo è ampiamente rispettato. Tuttavia una macchina con capacità massima più alta ha tolleranze strutturali più ampie. Il che significa ad esempio che sarà meno sensibile ad un uso più intenso, la migliore distribuzione delle forze darà maggiori garanzie di stabilità nel tempo, al riparo da rumorini di varia natura e disuniformità di funzionamento. Non potranno esserci fenomeni di usura precoce, nè cedimenti prematuri negli avvolgimenti del motore, nè deformazioni del nastro. 
MANUTENZIONE PERIODICA DEL TAPIS ROULANT
Il tapis roulant è una macchina nella quale la corretta interazione delle diverse componenti è fondamentale per buon funzionamento, la durata nel tempo e la sicurezza di impiego. Si comprende quindi come sia necessario osservare una scrupolosa manutenzione ordinaria a cadenza periodica. Nell'ipotesi di una utenza di singolo individuo, con impiego settimanale di circa 3-4 ore, e regolare lubrificazione del piano di scorrimento (vedi info dettagliate a riguardo) alla quale abbia provveduto l'utente stesso, tale manutenzione ordinaria va effettuata almeno una volta l'anno. In cosa consiste. Nonostante la carteratura integrale di protezione che molti modelli montano sulla parte sottostante del telaio, il vano inferiore tende a raccogliere molta sporcizia di varia natura. Con il motore in rotazione si crea infatti un potente effetto aspirante che tende a convogliare nel vano inferiore residui di ogni genere, capelli, fili di tessuto, polvere, sedimenti cartacei, sedimenti lanosi generati dal fregamento del nastro sulla pedana e molto altro. Non solo, tali particelle si infiltrano anche tra le feritoie del motore, impedendone di fatto una efficace dissipazione del calore e riducendone la resa dinamica. L'opera di manutenzione prevede quindi: 
- smontaggio dei carter inferiori e superiori per procedere ad aspirazione e successiva soffiatura di 
schede elettroniche, vano motore, piano di scorrimento;
- pulizia a mano con panno siliconato del piano di scorrimento;
- smontaggio e pulizia delle spazzole motore;
- umidificazione con spry oleoso di connettori e interruttori elettrici;
- serraggio della bulloneria su tutto il telaio;
- pulizia e rimozione di sedimenti dalla superificie dei rulli e dei relativi cuscinetti;
- allineamento rulli di trascinamento;
- registrazione tensione e verifica percorso cinghia di trascinamento;
- centratura e ripristino del corretto tensionamento del nastro di camminamento;
- lubrificazione piano di scorrimento;
- verifica parametri precedenti a velocità determinate di 3-6-9 km/h e prova.
NASTRO DI RICAMBIO PER TAPIS ROULANT 
Per rintracciare un nastro di camminamento compatibile con la macchina che si ha è necessario conoscere larghezza e soprattutto sviluppo complessivo in lunghezza del nastro. Si può ottenere quest'ultima misura in due modi. Il primo prevede l'uso di un filo, es. spago, di sufficiente lunghezza, senza necessità di smontare la macchina. Si fissa un capo del filo alla superficie superiore del nastro di camminamento, con l'aiuto di un pò di nastro adesivo, poi si fa camminare il nastro spingendolo a mano, fino ad ottenerne uno srotolamento completo. Al termine, misurando il filo impiegato per compiere un giro completo, si potrà conoscere la lunghezza esatta del nastro. Il secondo modo richiede l'uso di un pennarello e di un metro flessibile. Con il pennarello si traccia una linea di partenza da cui iniziare la misurazione. Si procede a settori, facendo muovere il nastro sotto le mani, e tracciando ogni volta nuove linee con il pennarello. Si sommano le distanze tra le linee tracciate e si ottiene in ultimo la misura definitiva di sviluppo del nastro. Vai al modulo preventivo e ordine del nastro di ricambio.
RUMOROSITA' DEL TAPIS ROULANT 
Esiste un tipo di rumorosità per così dire connaturato al tapis roulant e che deriva dallo scorrimento del nastro sui rulli e sopra la pedana. In particolare è rilevabile nel momento in cui transita la giuntura termosaldata del nastro. Tale fenomeno è decisamente più avvertibile sulle macchine nuove, ed è comunque destinato ad attenuarsi notevolmente con l'uso, pur senza scomparire completamente. Le macchine nuove possono inoltre presentare un arricciamento dei bordi del nastro, dovuto al periodo di fermo presso i depositi, prima della vendita. Ciò genera a sua volta del rumore, destinato comunque a sparire con l'impiego del tapis roulant, quando anche l'arricciamento tenderà ad appiattirsi. Altra fonte di rumore, spesso sottovalutata, è il non perfetto livellamento della macchina. E' assai utile ottimizzarne l'assetto con l'aiuto di una livella per edilizia, poichè un appoggio ottimale al suolo preserva la macchina anche da usura precoce dei componenti, ed evita la formazione di rumore aggiuntivo. Inoltre è auspicabile inserire un buon tappeto ammortizzante sotto il tapis roulant. Questo risolve molteplici problemi. Vedi il tappeto ammortizzante.
 
VOGATORE A FILO E VOGATORE A BRACCI: DIFFERENZE
Le differenze tra le due macchine sono sia di ordine meccanico/costruttivo che di finalità. Nel vogatore a filo il sistema di resistenza è generalmente concepito per simulare il più possibile la resistenza idrodinamica ottenuta in acqua, e pertanto non prevede regolazioni aggiuntive dello sforzo. Questo infatti viene automaticamente incrementato al semplice aumentare della frequenza di vogata. Tale principio di funzionamento determina il carattere fortemente aerobico e condizionante del vogatore a filo. La velocità di esecuzione del gesto atletico che si riesce a ottenere consente di raggiungere elevati ritmi di conduzione, adatti a migliorare la performance cardio, potenziare le capacità aerobiche e quindi il migliorare la forza resistente. Nel vogatore a remi il sistema di resistenza è ottenuto con l'ausilio di pistoni idro/oleo/pneumatici, che consentono di regolare finemente il carico applicato ai bracci di vogata e puntano ad un generico obiettivo di forma fisica. La maggiore ampiezza di movimento determinata dalla posizione aperta degli snodi di vogata, ed il grado di apertura dei bracci, prossimo a 360 gradi, si accompagna ad un movimento più cadenzato, che mira a stimolare la maggior quantità possibile di distretti muscolari. Il suo intervento è tale da giovare alle articolazioni, alla irrorazione sanguigna, all'equilibrio posturale, nonchè alla componente di forza massimale, sia nel tronco che negli arti inferiori. Questo è attuabile grazie alla possibilità di lavorare con carichi medi e forti per brevi o brevissimi periodi.

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